martedì 12 aprile 2016

È così che si uccide

È così che si uccide
di Mirko Zilahy

Formato: copertina rigida
Pagine: 410
Editore: Longanesi (4 gennaio 2016)
ISBN-13: 978-8830442009
Data di acquisto: 27 marzo 2016
Letto dall'8 al 12 aprile 2016

Sinossi: La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l'ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte. Perché la morte è uno spettacolo. Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell'odore. L'odore dell'inferno, pensa ogni volta. Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l'idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l'istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell'incubo. Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l'indagine... E accettare anche l'idea che forse non riuscirà a fermare l'omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti, soprattutto a lui, che è così che si uccide.

La mia recensione: Spettacolare noir d'esordio di Mirko Zilahy, autore che io ho scoperto "per sentito dire" su Twitter. In una Roma sferzata dalla pioggia viene ritrovato il corpo orrendamente mutilato di una giovane donna. Ma è solo il primo di una lunga serie di delitti (sempre più orrendi) a cui sono chiamati ad investigare il profiler di caratura internazionale Enrico Mancini e la sua squadra di esperti. Ma Mancini, allo stesso tempo, deve fare i conti con i suoi sensi di colpa: da poco ha perso la moglie, stroncata da un male incurabile, mentre lui era dall'altra parte del mondo per un corso con l'FBI. Mancini fiuta quasi subito la pista giusta ma, sul più bello, i suoi incubi e le sue angosce hanno la meglio: abbandona le indagini e si dimette... finché non si rende conto che la scomparsa del dottore che aveva in cura proprio sua moglie non è strettamente collegata con la serie di omicidi su cui stava investigando. Che fine ha fatto il medico scomparso nel nulla e che legame ha questa sparizione con gli atroci delitti? Cosa unisce ogni uccisione (ed il conseguente ritrovamento del cadavere) alla successiva? E, soprattutto, chi è il killer che, dopo ogni delitto, si firma "l'Ombra"? A questa e a tante altre domande è chiamato a rispondere il profiler Enrico Mancini, ma anche noi stessi andando avanti con la lettura del libro che perciò, e lo dico senza esitazioni, vince la sua scommessa: riesce, come si dice in questi casi, a tenerti incollato alle pagine sino ad arrivare al tragico epilogo finale. Chiudo con una mia considerazione: tutte le morti violente che troviamo nel romanzo vengono messe, in un certo senso, in secondo piano rispetto al dolore interiore del protagonista, dei malati terminali e, addirittura, dello stesso serial killer... e non a caso, ad un certo punto del libro, sono andato davvero vicino a fare il tifo per lui e per la sua causa.
Voto: 5 su 5

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