venerdì 27 maggio 2016

Lamy Safari [recensione]


Da sempre ho avuto la passione per le penne stilografiche (non riesco a scrivere con le classiche penne a sfera), ma mi son sempre limitato ad avere modelli da usare giornalmente e che costassero poco (non ho mai superato i 9-10 euro); ricordo ancora quando nel 1988 acquistai la mia prima stilografica presso la Standa di Lecce: costava 2.500 lire!
Dopo quasi trent'anni, mi son deciso a fare il grande passo; quindi... ho voluto comprarne una che costasse qualche soldino in più e che non fosse la solita stilografica plasticosa. Dopo alcuni giorni di ricerche tra siti specializzati e video su YouTube, la mia scelta è caduta sul modello Safari della tedesca Lamy. E, lo dico subito, ne sono entusiasta!
Simili (sia per la forma che per le caratteristiche) alla Safari, la Lamy ha prodotto anche i modelli Al Star e Vista: il primo è in metallo e il secondo in plastica trasparente. La Safari (che ho comprato su Amazon a 16,50 euro) è sì una penna in plastica ma, al contrario delle altre stilografiche che ho avuto in passato, ha una sensazione di robustezza ed un design che inganna: sembra valere molto più di quel che costa! Comodissima e davvero particolare la parte in cui si impugna la penna con le dita.

 

La confezione di acquisto è davvero minimalista: è un semplice scatolino di cartone nero che contiene solo la penna ed una cartuccia di inchiostro blu. Il modello che ho preso io è di un bel colore blu brillante. Presenti la clip metallica (per inserire la penna nel taschino) ed una pratica finestrella per vedere il livello d'inchiostro e, quindi, capire quando si deve cambiare la cartuccia esaurita.


Il pennino presente su questo modello è un M (medio) ma, come su tutte le stilografiche della Lamy può essere sostituito (e ne esistono parecchie versioni): l'operazione è incredibilmente semplice e veloce (ho già fatto una prova di smontaggio/rimontaggio). Per il momento, comunque, mi tengo quello di serie (anche perché non mi piacciono i tratti troppo sottili) ma, in futuro, proverò anche il modello Italic 1.1 Calligraphic.


Diversamente da altri modelli di altre marche più o meno noti, che usano cartucce d'inchiostro standard (le classiche Pelikan 4001 che costano pochi euro e si trovano un po' ovunque), le stilografiche della Lamy utilizzano cartucce dal formato proprietario Lamy T10 ma, per chi desidera usare gli inchiostri in boccetta o il classico calamaio, si può inserire anche il Converter Z24 che funziona un po' come una specie di siringa: si inserisce al posto della cartuccia e, una volta che la penna è immersa nella boccetta, permette di aspirare l'inchiostro all'interno della stessa. Comunque, per adesso mi accontento delle cartucce (ho già comprato una confezione con inchiostro blu-nero... che sarebbe una specie di blu scuro). Il converter lo vedo bene per chi fa un uso intenso della scrittura manuale; ma per chi, come il sottoscritto, usa la stilografica anche andando in giro e sul posto di lavoro, risulta davvero scomodo portarsi appresso anche la boccetta dell'inchiostro!!!
In conclusione, reputo la mia nuova Lamy Safari un'ottima penna stilografica per l'uso giornaliero senza rinunciare ad un tocco di eleganza. E se proprio devo dargli un voto, dico subito 8!!!


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Aggiornamento del 16 giugno 2016:
Ampiamente deluso dalla Hero 616 e dalla Pelikan Twist, ho deciso di rimpiazzarle e di prendere una nuova Lamy Safari, questa volta di colore rosso... visto che, comunque, mi serve una penna che scriva di quel colore! Questa mattina, quindi, ho comprato la nuova penna stilografica (che ho già messo sotto stress) e queste sono le sue foto:




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