martedì 21 giugno 2016

Tommyknocker - Le creature del buio

Tommyknocker - Le creature del buio
di: Stephen King

Formato: Kindle
Dimensioni file: 2262 KB
Pagine: 577
Editore: Sperling & Kupfer (24 febbraio 2014)
ASIN: B00IJLRHPS
Data di acquisto: 11 maggio 2014
Letto dal 6 al 21 giugno 2016

Sinossi: La scrittrice Roberta Anderson scopre un giorno, nel bosco dietro casa, un enorme, sinistro oggetto sepolto lì da milioni di anni, e che tuttavia vibra ancora di un'ignota forma di vita. Con cautela, la giovane comincia a scavare per disseppellirla e, man mano che il suo lavoro procede, gli abitanti del borgo in cui lei risiede cominciano a cambiare, fondendosi in un'entità spaventevole asservita ai misteriosi esseri che ogni notte bussano alle loro porte: i Tommyknocker... Un'indimenticabile parabola del terrore firmata dal geniale Stephen King.

La mia recensione: Un King al di sotto delle più rosee aspettative! Libro, datato, 1987, che poteva essere un vero capolavoro di fantascienza ed horror... rovinato, invece, da un concentrato di assurdità varie ed illogiche e, forse quel che è peggio, annacquato da mastodontici capitoli assolutamente ininfluenti con lo scorrere della trama vera e propria.
Durante una passeggiata nel bosco dietro casa sua, la scrittrice Roberta Bobbi Anderson inciampa in un oggetto apparentemente di metallo. Incuriosita cerca di dissotterrarlo e, quasi subito, si accorge che l'oggetto ha dimensioni innaturali. Contemporaneamente, il suo fisico comincia a subire, in modo impercettibile, strane mutazioni genetiche. A chilometri di distanza (e non si capisce come e perché) il poeta Jim Gardener, il vero protagonista del romanzo, percepisce un grido d'aiuto della sua amica e amante. Jim corre in aiuto di Bobbi, ma quando arriva è già troppo tardi: Bobbi e tutti gli abitanti di Haven, il paese in cui si svolgono i fatti, si stanno trasformano in orribili creature extraterrestri. L'unico che sembra immune alla trasformazione è il solo Jim, a causa di una placca metallica (spiacevole ricordo di un incidente giovanile) inserita nella sua testa. A questo punto, a Jim non rimane nient'altro da fare che continuare a dissotterrare l'astronave aliena (è questo l'oggetto trovato nel bosco) e sperare che la strana epidemia termini una volta per tutti. Ma quando tutto è ormai pronto, gli abitanti/mostri di Haven gli si rivoltano contro... e Jim è costretto, suo malgrado, a sterminarne un bel po' prima di entrare nell'astronave, farla decollare con la telecinesi, lanciarla nello spazio profondo e morire pur di salvare il genere umano.
La trama, come avete letto, non è certamente originalissima (gli alieni che arrivano sulla Terra e cercano di conquistarla è un tema ampiamente sfruttato da molti libri e parecchi film... americani su tutti); i personaggi principali (Jim e Bobbi) sono magistralmente caratterizzati e descritti, ma ci sono davvero troppi personaggi secondari... e di molti di questi se ne poteva fare tranquillamente a meno. La lettura del libro, di ben 800 pagine nella versione cartacea, mi ha stancato in modo eccessivo e, nella seconda parte (quando si capisce una volta per tutte cosa accadrà ai tanti personaggi del libro), non vedevo l'ora di arrivare alla conclusione. L'unica cosa davvero piacevole è data dai tanti riferimenti ad opere passate e future dell'autore: il luogo in cui si svolge il romanzo è Haven, lo stesso dell'omonima serie televisiva del 2010; troviamo poi un paio di riferimenti a La Zona Morta (romanzo del 1979), a It (del 1986) e agli indiani Micmac (i costruttori del cimitero al centro del romanzo del 1983, Pet Sematary).
Libro non da promuovere ma neanche da bocciare del tutto, visto che comunque qualcosa di buono o utile sono riuscito comunque a trovarlo: tutto il romanzo, infatti, può essere interpretato come un atto d'accusa contro l'inquinamento dell'aria che respiriamo e degli scarichi incontrollati in mare, fiumi, ecc. Insomma, tanto per usare un termine scolastico, diciamo che sarebbe da rimandare a settembre!!!
Voto: 3 su 5

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Le parti che ho sottolineato:
- Se Haven non era il migliore dei posti, parcheggiato com'era ben più su di Augusta in quella zona centrale dello stato trascurata dal grosso dei turisti, era tuttavia un buon posto dove fermarsi.
- Quando la mente insiste nel voler ritornare su un argomento, per quanti sforzi si facciano per sviarle, era meglio non ostacolarla. Solo gli ossessivi si preoccupano delle ossessioni.
- Era solitaria per natura ma non per necessità... e talvolta il più semplice dei contatti umani la appagava in una maniera di cui non sapeva nemmeno di aver bisogno.
- Sebbene tutti i cani siano capaci di occhiate di rimprovero, solo un beagle sa fondere nelle sguardo quel particolare messaggio di profonda sofferenza.
- Non c'era che da dare un'occhiata per constatare quanto era "divenuta ordinaria" la situazione mondiale negli anni trascorsi da quando un uomo in canottiera con Vitalis sui capelli radi e strutto di frittura di pollo sotto le unghie aveva fatto saltare le cervella a un presidente sul sedile posteriore di una "Lincoln" in una città di allevatori texani.
- Nulla è destinato, sulla terra, a durare per sempre. [...] Dio è aore, ma veniva da chiedersi che cosa volesse significare amare un Dio, quando aveva fatto gli uomini e le donne abbastanza intelligenti da sbarcare sulla luna ma abbastanza stupidi da imparare ogni volta che il "per sempre" non esiste.
- Come mi fate girare le palle, voialtri bravi ragazzi con le vostre facili retoriche. Poche ore fa leggevate i vostri farfugli in rima in un microfono che funziona a elettricità facendo amplificare i vostri vagiti da altoparlanti che funzionano a elettricità, usando luci elettriche per vederci... E da dove pensate che arrivi tutta quell'energia, voialtri luddisti? Dal Mago di Oz? Mio Dio!
- Poesia e politica raramente si mescolano bene, poesia e propaganda mai.
- Io credo che la felicità sia l'esatto opposto di tristezza, amarezza e rancore: c'è da augurarsi che si eviti di dissezionare la felicità il più a lungo possibile.
- Quando muore una persona cara, lascia un vuoto nel mezzo del cuore e un modo per riempire quel vuoto è di rifiutarsi di ammettere che sia stata portata via per uno stupido capriccio del caso.
- Naturalmente è possibile che un giorno o l'altro facciamo saltare in aria il nostro pianeta senza aiuti dall'esterno per motivi che da una prospettiva di anni-luce apparirebbero in tutto e per tutto alquanto banali, perché, da dove noi ruotiamo in cima a un raggio della Via Lattea nella Nube Magellanica minore, che i russi invadono o no i giacimenti petroliferi iraniani o che la Nato decida di installare i missili Cruise di fabbricazione americana nella Germania occidentale, può risultare tanto importante quanto stabilire a chi tocchi pagare il conto per cinque caffè e un ugual numero di brioche. Forse da una prospettiva galattica tutto si riduce alle medesime dimensioni.
- C'è un alto tasso di tumori cerebrali nelle aree abitate in prossimità di stabilimenti con un alto tasso di inquinamenti negli scarichi dell'aria, per non parlare delle zone intorno a centrali nucleari.
- Mettersi contro i Tommyknocker era una pessima idea. Li faceva arrabbiare. Era una verità che molte razze di altri mondi avevano scoperto già molto tempo prima dell'odierna festicciola ad Haven.

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