lunedì 11 luglio 2016

Il comandante di Auschwitz

Il comandante di Auschwitz
di: Thomas Harding

Formato: Kindle
Dimensioni file: 4107 KB
Pagine: 319
Editore: Newton Compton Editori (22 agosto 2013)
ASIN: B00E3HNH6U
Data di acquisto: 28 gennaio 2015
Letto dal 5 al 10 luglio 2016

Sinossi: Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, viene creato un pool investigativo per scovare e assicurare alla giustizia internazionale i gerarchi nazisti responsabili delle atrocità dell'Olocausto. Uno dei migliori investigatori del gruppo è Hanns Alexander, ebreo tedesco rifugiatosi in Gran Bretagna per sfuggire alle persecuzioni delle SS, e in seguito arruolatosi nell'esercito inglese. Il suo nemico numero uno si chiama Rudolph Höss, il terribile comandante di Auschwitz, responsabile del massacro di oltre un milione di persone e freddo esecutore della "soluzione finale" voluta da Hitler. Ma Höss, che dopo la guerra vive sotto falsa identità, è una preda difficile da stanare, e Hanns dovrà giocare d'astuzia e agire con determinazione per riuscire a catturarlo. Questo libro (scritto dal pronipote di Alexander, ignaro dell'avventuroso passato del prozio fino al giorno del suo funerale, nel 2006), racconta una sconvolgente pagina di storia: le vite parallele di due tedeschi, un ebreo e un cattolico, divisi dal nazismo, eppure destinati a incrociarsi di nuovo in circostanze incredibili, fino alla resa dei conti finale. Una sconvolgente pagina di storia. Per non dimenticare.

La mia recensione: Libro dall'alto valore storico... ma che, tuttavia, mi ha lasciato parecchio deluso. Nelle intenzioni dell'autore si voleva tracciare un parallelo tra i due personaggi chiave: Rudolph Höss, il comandante del campo di concentramento di Auschwitz, e Hanns Alexander, l'ebreo che riuscì a catturarlo ed a consegnarlo alla giustizia. Purtroppo, però, questo modo di ragionare non mi è piaciuto più di tanto: non riesco proprio a concepire l'idea di mettere vittima e carnefice sullo stesso piano... anche se l'autore del libro, Thomas Harding, è nipote di Hanns Alexander.
Altra cosa che non ho apprezzato è la presenza (ma riconosco che non poteva essere altrimenti) di troppe date storiche e troppi nomi; se, nel corso della lettura del libro, non si prendono appunti si rischia davvero di perdersi nel mare della storia.
In conclusione, è un'opera che ancora una volta getta un po' di luce sugli anni oscuri della storia della Germania, dell'Europa e del mondo intero... ma nulla di più!
Voto: 3 su 5

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