mercoledì 10 agosto 2016

Jinhao 886 [recensione]


Avendo necessità di una penna stilografica economica che scriva di colore rosso, e visto il mio fortunato acquisto della Jinhao X750 (oggetto di cui sono rimasto piacevolmente colpito: scrive bene e l'inchiostro non perde un colpo), ho deciso di puntare ancora una volta su un prodotto della stessa azienda cinese. Questa volta ho acquistato una Jinhao 886... e, dal momento che deve scrivere in rosso, ho preso una penna dello stesso colore.


Ma, se nel caso della X750 l'acquisto è stato azzeccato (e con le cinesate è sempre così: o ti va bene o ti va male... non ci sono alternative!), purtroppo non posso dire la stessa cosa di questa 886. Ci sono due/tre aspetti completamente negativi che, nel corso della mia consueta recensione, analizzeremo attentamente.
Partiamo, come sempre dalla spedizione e dalla confezione di acquisto. Almeno qui non mi posso lamentare: ho acquistato la penna su eBay (a 2,48 euro; spedizione gratis) da un utente di Shanghai il 22 luglio ed oggi, mercoledì 10 agosto, ho ricevuto il pacchettino... quindi, visti gli spropositati tempi di consegna dalla Cina (si parla di un mese o due per ricevere qualcosa che provenga da quelle parti), mi ritengo davvero fortunato ad aver ricevuto la stilografica in soli 19 giorni! La confezione di acquisto, come potete vedere dalla foto qui a sinistra, è davvero minimalista: la penna, infilata in una busta gialla da lettera, è semplicemente protetta da un giro di plastica a bolle d'aria. Comunque, la penna stilografica non ha subito danni... ed è quello che conta!
La Jinhao 886 è una penna in metallo... o almeno così dovrebbe essere: sinceramente, quella in mio possesso sembra fatta in plastica dura! Magari è davvero in metallo e sono solo io che ne faccio una fissazione... ma ripeto: a me non sembra metallo!!!


Di questa penna stilografica esistono diverse colorazioni (blu, giallo, rosso, verde e champagne gold) ed un paio di varianti denominate Spider (con un ragno stilizzato sul cappuccio) dedicate ad un pubblico più giovanile. Come ho detto all'inizio, io ho preso un modello di color rosso.
La 886 è lunga, a cappuccio chiuso, 12,5 cm e pesa poco meno di 22 grammi (l'altra mia Jinhao, la X750, arriva a quasi 40 grammi). Ottima la parte dell'impugnatura: si prende bene in mano e, dato il suo peso davvero ridotto, non stanca la mano durante le lunghe fasi di scrittura.
Davvero magnifica la chiusura del cappuccio: è a vite e necessita di un giro e mezzo per essere estratto... questo vuol dire che non c'è il rischio di perderlo accidentalmente ma, allo stesso tempo, è estremamente veloce da svitarlo in caso ci sia necessità di prendere un appunto al volo. Una volta svitato, il cappuccio lo si può tranquillamente riporre nella parte posteriore della penna perché si incastra molto bene.

  

Sul cappuccio, come sempre, è presente la clip in metallo (con inciso sopra il carretto, simbolo della Jinhao). Clip, però, che è molto dura  e resistente: mi ha dato l'impressione che, se si tenterà di inserirla a forza nel taschino della giacca, prima o poi si spezzerà! Infine, nella parte posteriore del cappuccio, troviamo stampati il nome dell'azienda e il modello della penna. Prima ho dimenticato di dire che sia la stilografica che il suo cappuccio hanno una forma ad ogiva. Ma guardando le foto di questa mia recensione, lo avrete sicuramente notato.
Veniamo ora al pennino. È un buon M (medio) e non è per niente flessibile... ma non ne faccio un dramma; su di esso, come nel caso della X750, sono incisi un motivo a greca, il nome dell'azienda e la classica dicitura 18K GP... tradotto: non aspettatevi certamente un pennino di pregevole fattura!
Durante la mia primissima prova di scrittura (ultima foto in basso), il pennino non ha quasi mai grattato la carta... ma il flusso dell'inchiostro non sempre è stato costante. E quando si presenta questo inconveniente è facile intuire che bisognerà ripassare su ciò che si è già scritto.


In dotazione alla Jinhao 886 c'è anche un convertitore a vite per poter usare gli inchiostri in boccetta. È tutto in plastica ma sembra ben realizzato. Chissà quanto resisterà...? Io, per il momento, userò le classiche cartucce Pelikan 4001 di colore rosso brillante. Mi soffermo un attimo sull'inserimento delle cartucce in questa stilografica: niente da dire su quella che si inserisce nell'alimentatore, ma quella che si infila capovolta (che, quindi, fa da cartuccia di scorta) nel corpo della penna... ha moltissimo gioco: ossia, muovendo la stilografica, si sente che la stessa cartuccia tende a muoversi lateralmente, come se tra cartuccia e corpo della penna ci sia un bel po' di spazio libero.
Come sempre, chiudo con il mio voto: 6. Giudizio, in un certo senso, scaturito dal bilanciamento tra le cose positive (tappo a vite, impugnatura e pennino che non gratta) e negative (corpo della penna che non mi sembra in metallo, inchiostro che non cade uniformemente e cartuccia ballerina nel corpo della penna). Che dire? La Jinhao 886 mi ha un leggermente deluso, ma visto che a me serve solo quando sulla mia agenda degli impegni ho necessità di scrivere in rosso, mi posso anche accontentare.


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Le altre recensioni delle penne stilografiche in mio possesso:
- 20/07/2016: Penna stilografica Jinhao X750
- 08/07/2016: Penna stilografica Schneider Voyage
- 05/07/2016: Penna stilografica Pilot V Pen
- 13/06/2016: Penna stilografica Hero 616
- 10/06/2016: Penna stilografica Pelikan Twist
- 27/05/2016: Penna stilografica Lamy Safari

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