martedì 23 agosto 2016

[RECENSIONE] Il silenzio dei rapiti

Il silenzio dei rapiti
di: Jeffery Deaver

Formato: ebook
Dimensioni file: 675,8 KB
Pagine: 432 pagine
Editore: Sonzogno (giugno 2002)
ISBN-13: 9788817070447
Data di acquisto: 29 gennaio 2013
Letto dal 18 al 23 agosto 2016

Sinossi: Kansas. Uno scuolabus viene bloccato da tre evasi che non hanno più niente da perdere: otto bambine sordomute vengono prese in ostaggio insieme alle loro insegnanti e trascinate in un vicino mattatoio. Il capo degli evasi, un sadico pluriomicida, minaccia di uccidere una bambina ogni ora se le sue condizioni non verranno accettate, e Arthur Potter, il negoziatore mandato dall'FBI, ha solo dodici ore per convincerlo a rilasciare gli ostaggi. Dodici ore per trovare la giusta linea di trattativa e imparare a ragionare con la testa dell'assassino. Ma mentre si gioca questa estenuante guerra psicologica, all'interno del macabro mattatoio Melanie, un'insegnante sordomuta, si rivela un aiuto insperato...

La mia recensione: Di Jeffery Deaver avevo letto soltanto (e quasi vent'anni fa) Il collezionista di ossa: mi era piaciuto ma senza appassionarmi più di tanto e, perciò, decisi di lasciar perdere Deaver. Ad inizio 2013, approfittando (almeno così mi sembra di ricordare) di un'offerta sugli ebook, comprai Il silenzio dei rapiti... e da allora, visto che comunque non mi andava di leggerlo, è sempre rimasto parcheggiato sul mio e-reader!
Qualche giorno fa, in mancanza di altre letture, ho deciso che era arrivato il suo momento e, lo confesso, a lettura ultimata ho capito che avevo fatto un grosso sbaglio a non leggerlo prima. Che gran bel libro che ho lasciato per anni nel dimenticatoio!!! Storia davvero originale e ritmo serrato (non concede un attivo di tregua...) ne hanno fatto uno dei miei libri preferiti del 2016.
All'inizio sembra essere un romanzo semplice semplice: ti illudi di dover leggere di una banda di evasi che prende in ostaggio un gruppo di ragazzine sordomute capitate per caso sulla loro strada... e invece ti ritrovi invischiato in un vortice di azione, bugie e tradimenti; il tutto, ovviamente, in presenza dell'immancabile sangue che scorre a fiumi! Sì, perché Arthur Potter, il negoziatore FBI che deve trattare con i sequestratori, si vedrà costretto a svolgere il suo compito circondato da colleghi doppiogiochisti, giornalisti senza scrupoli a caccia di scoop e varie autorità governative a cui interessa soltanto mettersi in mostra in vista di imminenti elezioni. Insomma, per il povero Potter niente è ciò che sembra... ma troverà un inatteso e sorprendente aiuto direttamente dall'interno del luogo del sequestro!
Discorso a parte merita poi il finale... che, aiutato da un ritmo narrativo sempre più alto, giunge davvero inatteso (ma leggermente frettoloso) e, per giunta, squarciando definitivamente il sottilissimo velo che divideva i buoni dai cattivi.
Voto:  (5 su 5)

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Le parti che ho sottolineato:
- Sulle montagne russe della paura, il suo cuore stava precipitando verso Terra.
- La verità è fatta di una sostanza molto scivolosa. Sono mai state pronunciate parole oneste al cento per cento?
- Ogni situazione in cui sono coinvolti degli ostaggi è, essenzialmente, un omicidio in corso di svolgimento.
- Era così che funzionavano le cose. Questo girava e faceva delle cose. Era l'età del vapore, ed era simile all'età del gas. Poi siamo entrati nell'era dell'elettricità e, improvvisamente, non riesci più a vedere troppo bene perché le cose funzionano. Puoi vedere il vapore e il fuoco, ma non puoi vedere l'elettricità fare qualcosa. È questo che ci ha portato alla Seconda guerra mondiale. E adesso siamo nell'era dell'elettronica. Roba di computer e tutto il resto ed è fottutamente impossibile vedere come funzionano le cose. Puoi metterti a guardare un microchip e non vedere un accidente, anche se quello sta facendo proprio quello che dovrebbe fare. Abbiamo perso il controllo.
- E si domanda, principalmente, come sarebbe stato intrattenere una conversazione con lei. Da un lato un uomo che si era fatto strada nel mondo ascoltando le parole degli altri, parlando con gli altri. Dall'altro lei, una sordomuta.
- "La parola sordomuti, con la s minuscola, è la condizione fisica di chi non è in grado di udire. Sordomuti, con la S maiuscola, è il termine adoperato dai Sordomuti per indicare la loro comunità, la loro cultura. In termini di status di Sordomuto [...] è meglio essere nati sordi da genitori sordomuti, ed evitare qualsiasi abilità orale. Se sei nato udente da parenti udenti e sai come parlare e leggere le labbra, non possiedi il medesimo status. Ma anche questo è un gradino al di sopra di un sordo che cerca di farsi passare per udente.
- Il panico, nel corso di uno scambio di ostaggi, era contagioso. Spesso conduceva a fatalità.
- Il potere del desiderio è illimitato, ma non quello dell'immaginazione.
- Quando hai già parlato con qualcuno, irrorandolo con le tue parole e sentendo le sue nelle tue orecchie, il linguaggio dei segni non è più la stessa cosa. Per niente.
- L'impazienza, la nemesi di Arthur Potter.
- Nuotare. La prima cosa che le aveva restituito un barlume di fiducia in se stessa dopo il tuffo vertiginoso nel silenzio della sordità.
- La strategia per la negoziazione di ostaggi richiede che il negoziatore eviti di offrire soluzioni ai problemi. Il peso di ciò andava spstato sul sequestratore. Era necessario tenerlo nell'incertezza, costringerlo a pensare a soluzioni sempre nuove.
- "[...] davvero non riesco a capire. Quando uccido qualcuno per un motivo dicono che sono cattivo. Quando un poliziotto lo fa per un motivo, gli danno un assegno mensile e dicono che è buono. Perchè alcuni motivi vanno bene e altri no? Tu uccidi quando la gente non fa quello che dovrebbe fare. Uccidi i deboli perchè altrimenti ti tirano giù insieme a loro. Che cosa c'è di sbagliato, in questo?".
- Un negoziatore non impone mai i propri valori morali sulla situazione: né approvazione, né critica. Facendolo, suggerirebbe la presenza di standard in base ai quali qualcosa  è accettabile e qualcosa non lo è, e ciò, con molta probabilità, irriterebbe il sequestratore o farebbe sembrare giustificato il suo comportamento. Anche offrire rassicuranti cliché può essere pericoloso, perché può lasciare intendere che il negoziatore non sta prendendo sul serio la situazione.
- Ci sono quelli che parlano e ci sono quelli che sparano. Sono come il giorno e la notte, e non cambierà mai.
- Scuri, addestrati e oh, tanto lieti di essere qui. Pensò a Robert Duvall in Apocalipse Now e immaginò che anche quegli uomini amassero l'odore del napalm, la mattina.
- "Non si può dare un giattolo ad un bambino senza dargli le batterie per farlo funzionare. E' questo quello che stai dicendo?".
- "[...] il cattivo è semplice e il buono è complicato. E il semplice vince sempre. E' così che vanno le cose, alla fine. Il semplice vince sempre.
- I problemi sono parte integrante di una relazione, e si affrontano proprio come si affrontano i tempi buoni, e si continua ad andare avanti.
- Se proprio si deve essere idioti, bisogna esserlo in amore. Non nel nostro lavoro, dove le vite sono in equilibrio; non con i nostri dei o nella nostra brama di bellezza e di sapere. Non con i nostri bambini, così desiderosi e così insicuri Ma in amore. Poiché l'amore non è altro che la più pura delle follie, e noi lo cerchiamo con lo scopo preciso di lasciarci prendere dalla passione e perdere la ragione. Nelle faccende del cuore, il mondo sarà sempre generoso con noi, generoso e pronto a perdonarci.
- La faccia delle persone cambia quando sussurrano. Hanno l'aria di chi ti sta raccontando verità assolute, ma in realtà stanno soltanto rendendo più convincente la menzogna.
- Sorrise anche lui, ma capiva perfettamente, come nessun altro membro della squadra che aveva gestito l'emergenza, di aver vinto e perso al tempo stesso. E sapeva che non erano stati il suo coraggio, la sua forza o la sua intelligenza a fallire, ma la sua capacità di giudizio. Che è la più grande sconfitta che un uomo possa patire.
- La resa è lo stadio più critico di un sequestro. Vengono perse più vite umane nel corso delle operazioni di resa che durante qualsiasi altra fase delle trattative, fatta eccezione per le irruzioni.
- Come ci si sente deboli quando gli sconosciuti hanno capacità di vedere in noi così chiaramente.
- Il negoziatore rappresenta la cosa più vicina a Dio in quel genere di sequestri, e che il peso di ogni decesso ricadeva sulle sue spalle e soltanto sulle sue spalle. Alcuni di quei decessi pesavano semplicemente meno di altri.
- Si alzarono e si alzarono, mirando alla luna, che era una falce inquietante nel cielo di velluto. L'aereo puntò il muso verso il disco nero circondato dalla mezzaluna bianca. Stranamente poetica, pensò lui di quell'immagine: i gelidi pollice e indice di una strega, protesi nel tentativo di pizzicare la notte.
- [...] e comprese che ciò che aveva unito loro due, lui e Marian, per tutti quegli anni li teneva ancora uniti, con la stessa identica forza, la stessa ostinazione, e ora lei lo stava trascinando con sé nella morte.
- [...] Non è sadico. Perché allora sarebbe un male passionale. Non prova nulla nei confronti del dolore che provoca. Se ha bisogno della morte o del dolore per perseguire i suoi scopi, provocherà morte o dolore.

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