lunedì 26 settembre 2016

[Recensione] Lo stupore di una notte di luce

Lo stupore di una notte di luce
di: Clara Sánchez

Formato: copertina rigida
Pagine: 398
Editore: Garzanti Libri (12 settembre 2016)
ISBN-13: 978-8811672333
Data di acquisto: 12 settembre 2016 (prenotato il 17 agosto 2016)
Letto dal 20 al 26 settembre 2016

Sinossi: È una notte stranamente luminosa. Una notte in cui il buio non può più nascondere nulla. Lo sa bene Sandra mentre guarda suo figlio che dorme accanto a lei. Ha fatto il possibile per proteggerlo. Ma nessuno è mai davvero al sicuro. Soprattutto ora che nella borsa dell'asilo ha trovato un biglietto. Poche parole che possono venire solo dal suo passato: "Dov'è Juliàn?". All'improvviso il castello che Sandra ha costruito crolla pezzo dopo pezzo: il bambino è in pericolo. Sandra deve tornare dove tutto è iniziato. Dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo. Dove ha incontrato due vecchietti che l'hanno accolta come una figlia, ma che in realtà erano due nazisti con le mani sporche di sangue innocente, che inseguivano ancora i loro ideali crudeli e spietati. È stato Juliàn ad aiutarla a capire chi erano veramente. Lui che, sopravvissuto a Mauthausen, ha cercato di scovare quei criminali ancora in libertà. Lui ora è l'unico che può conoscere chi ha scritto quel biglietto e perché. Juliàn sa che la sua lotta non è finita, che i nazisti non si sono mai arresi. Si nascondono dietro nuovi segreti e tradimenti. Dietro minacce sempre più pericolose. E quando il figlio di Sandra viene rapito, l'uomo sente che bisogna fare qualcosa e in fretta. Perché in gioco c'è la vita di un bambino. Ma non solo. C'è una sete di giustizia che non può ancora essere messa a tacere.

La mia recensione: Eccolo qui il tanto atteso seguito de Il profumo delle foglie di limone... e devo dire che le aspettative non sono state deluse! Anche se, giusto per essere pignoli, il finale mi è sembrato un po' troppo frettoloso è, per certi versi, illogico: un esempio su tutti il ritrovamento del bambino rapito avvenuto per puro caso. Comunque, è stato davvero piacevole ritrovare gli stessi personaggi del primo libro (specialmente l'arzillo vecchietto Juliàn, il mio preferito), qui affiancati da nuovi attori, splendidamente inseriti nel contesto della storia. Forse, ma è un mio azzardo personale, la figura di James avrebbe meritato maggior risalto e non limitarsi a farne la semplice comparsa (o, come si dice in campo cinematografico, un attore non protagonista).
Il primo libro si era chiuso con il vecchio Juliàn che salva la giovane (e in dolce attesa) Sandra, presa di mira da un gruppo di nostalgici nazisti rifugiatisi in Spagna alla fine della Seconda guerra mondiale. Questo nuovo capitolo riparte a distanza di tre-quattro anni da quei traumatici fatti: Sandra ha partorito il bambino (a cui ha dato il nome del suo salvatore) ed ha una vita felice... ma il passato torna prepotentemente nella sua vita quando trova un foglietto su cui è scritto "Dov'è Juliàn?". La giovane madre, perciò, è costretta a ritornare negli stessi posti della volta precedente per affrontare, una volta per tutte, l'orrore nazista. Ma non ha fatto i conti con le giovani leve della Confraternita nazista che, pur di fermarla, non esiteranno a rapire il suo bambino. E a chi toccherà, ancora una volta, togliere le castagne dal fuoco? Ovviamente al vecchio Juliàn... e questa volta, per salvare il bambino e per smantellare l'organizzazione neonazista, sarà costretto ad uscire allo scoperto.
Clara Sanchez, per questo nuovo romanzo, ha usato (ed ha fatto bene) lo stesso stratagemma usato già la volta precedente: ha fatto parlare in prima persona, alternandoli, i due protagonisti del libro (Sandra e Juliàn), quasi come se fossero impegnati in una sorta di stesura di un loro diario. La trama, nella prima parte, scorre piacevolmente lenta (o quasi)... ma questa flemma serve ad aprire la strada alla seconda ed ultima parte quando c'è da entrare in azione e a non andare tanto per sottile... con i buoni che, addirittura, saranno costretti a scendere sullo stesso livello dei cattivi, e soprattutto con l'ottantenne Juliàn, che farà emergere il suo lato "da duro".
Libro consigliatissimo a chi, come il sottoscritto, ha amato Il profumo delle foglie di limone (e chi non lo ha letto ne approfitti ora), e a chi piace l'azione ma senza i tanti, ed a volte inutili, spargimenti di sangue.
Voto:  (4 su 5)

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Le parti che ho evidenziato:
- Si dice che tutti coloro che entrano nella nostra vita siano necessari. Alcuni svolgono il ruolo di cattivi, altri di folli, altri di generosi, altri di eroi o di codardi. Secondo questa teoria, da tutti impariamo qualcosa e solo per questo bisogna riconoscere loro un qualche merito.
- Non sapevo come vivevano le api o i delfini, non sapevo come si costruiva un aereo, né se c'era vita sugli altri pianeti, non sapevo perché alcune rose sono rosse e altre gialle, né se esiste Dio. Eppure sapevo che le grandi mani del Macellaio avevano amputato il braccio a un prigioniero della mia baracca per vedere quanto ci metteva a morire dissanguato.
- Non si può scegliere ciò che non si vuole sapere, ti si infila negli occhi come una folata di sabbia e ti resta nel cervello e nello stomaco.
- Da quando lui era venuto al mondo, tutto era futuro, qualunque azione aveva conseguenze che, con il tempo, sarebbe ricaduta su di lui.
- Il 12 novembre 1944 ci tirarono fuori dalla baracca colpendoci con il calcio dei fucili, sebbene solo le grida, come colpi di cannone che squarciavano il cielo, bastassero a farci rotolare a terra in cortile. Da lì sotto vedevo le punte bagnate degli stivali e la neve attraversata da delicati raggi di sole.
- Lo avevano picchiato per bene. Perché quando ti tolgono tutto, ciò che in fondo vogliono toglierti è la gioia di vivere.
- Non è così facile tagliare definitivamente i ponti, anche se si tratta del tuo peggior nemico, perché la memoria non taglia, non è un coltello.
- Pilar non aveva idea di cosa significhi avere un piede nella fossa, sapere con assoluta certezza che la tua vita può finire in ogni istante perché qualcuno ne ha voglia. Anche quando si è vecchi si ha speranza, persino quando si è molto malati si ha speranza.
- A Mauthausen avevo deciso di non dare al nemico più di quanto gli strappasse con la forza: né un sentimento né un'emozione, né una lacrima né un sorriso. Potevano impossessarsi del suo corpo, ma non del suo cuore.
- Diceva che per vivere, quando si è liberi, basta poco, e che spendono molto solo coloro che non hanno fantasia, per pura noia.
- Anche la malvagità delude. A volte mi ero chiesto se fare il bene non fosse sopravvalutato, posto che non sempre si ricevono gratitudine o ricompense, perché all'universo non importa un bel niente della bontà e della generosità, così come della crudeltà e dell'odio.
- Ciò che non si vede e non si sente sembra sempre un'esagerazione.
- La cosa meravigliosa di non amare una persona è che non ami la sua salute e il suo benessere, non ami che sia intelligente, né che faccia bella figura davanti agli amici, non ami che non si ubriachi e che non si droghi o che non sia un coglione. La cosa meravigliosa di non amare una persona è che non sei responsabile della sua perfezione né delle sue imperfezioni.
- La capacità dell'essere umano di sopportare quello che gli mette di fronte la vita è infinita. E cosa succede a quelli che si suicidano? Non sembra che tutti abbiano la capacità di reggere. La vita a volte è troppo difficile e inumana.
- Il tempo va sempre al contrario: durante l'infanzia, quando si vuole che passi in fretta, va a passo di lumaca. Quando avremmo bisogno di un momento di respiro, che l'orologio si fermasse per un attimo, decide di andare a tutta velocità.
- Esiste un male che è peggiore del male, lo sorpassa e si addentra in una profondità senza legge. Qualcosa che assomiglia al colore nero assoluto, che non può essere attraversato da nessun tipo di raggio. Il male assoluto camuffato da bene, che continua a regnare tra di noi quando ormai crediamo che il male in sé sia sotto controllo. Sarà possibile un giorno mettervi fine una volta per tutte?

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I libri di Clara Sánchez in mio possesso:
- Il profumo delle foglie di limone
- La voce invisibile del vento (recensito l'11 novembre 2014)
- Entra nella mia vita (recensito il 17 luglio 2013)
- Le cose che sai di me (recensito il 4 marzo 2014)
- Le mille luci del mattino (recensito il 24 febbraio 2015)
- La meraviglia degli anni imperfetti (recensito il 3 marzo 2016)
- Lo stupore di una notte di luce

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