lunedì 10 ottobre 2016

Gazzola, l'allieva non è più allieva e smaschera il manipolatore


Visto che è il mio prossimo libro in lettura, vi riporto un articolo (pubblicato proprio oggi su La Stampa) su Un po' di follia in primavera, l'ultima fatica letteraria di Alessia Gazzola.

Gazzola, l'allieva non è più allieva e smaschera il manipolatore

Alice Allevi si specializza in medicina legale e indaga sulla morte di uno psichiatra (suo maestro)

di Raffaella Silipo - La vera notizia è che L'allieva non è più un'allieva: Alice Allevi è stata per cinque libri una giovane specializzanda "all'ultimo gradino della catena alimentare di Medicina legale", divisa tra studio, autopsie e investigazioni, e improvvisamente, nell'appena uscito Un po' di follia di primavera, la specializzazione sta per arrivare, insieme con l'età adulta. A 28 anni non sarà più una studentessa: deve lasciare il "grande Santuario delle Umiliazioni", l'Istituto di Medicina legale che è stato la sua casa per quattro anni e il più profondo dei suoi amori non corrisposti. Contemporaneamente anche la sua vita sentimentale è a una svolta: da sempre divisa tra Claudio Conforti, cinico e inquieto collega, e Arthur Malcomess, biondo e idealista reporter di guerra dallo spirito nomade nonché figlio del Supremo (l'ex barone di Medicina Legale), entrambi a loro modo sfuggenti, ora ha accettato la proposta di matrimonio di Malcomess. Ma quell'anello al dito pesa più di quanto voglia ammettere.
Non è un caso se questa Alice pasticciona, sensuale e ingorda di vita (sorta di Sophie Kinsella delle autopsie, ora ben incarnata da Alessandra Mastronardi su Raiuno) è così amata dai lettori: oltre che per la trama gialla delle sue avventure, per la capacità di fotografare un'età cruciale, quella dei giovani adulti costretti a fare scelte difficili, eliminare potenzialità intriganti, prendersi responsabilità indesiderate.
Insieme ad Alice, è tutta una generazione di giovani donne a sentirsi sospesa in amore e nel lavoro "senza alcuna speranza, ma forse anche alcun desiderio, di progressione verticale", nonostante le intuizioni brillanti e la trascinante voglia di vivere. Ragazze per cui la sospensione e l'incertezza sono diventate un habitat naturale, come l'appartamento condiviso, il take away cinese e le serate a guardare Game of Thrones: "Ah, essere specializzanda per sempre, con tutta la vita davanti e mille possibilità". Precarie, si dice oggi, trascurando il fatto che non è solo una condizione generazionale ma universale. D'altronde chi lo sa meglio di un medico legale come la scrittrice Alessia Gazzola, 34enne, una che vede ogni giorno la morte da molto vicino? E che sa trovare per il suo personaggio la via d'uscita dall'impasse nella forza delle radici e dei legami familiari: quelli di sangue, come la saggia nonna di Alice, e quelli di elezione, come il roccioso ispettore Calligaris, figura paterna d'altri tempi. Entrambi sembrano nutrire più fiducia in lei di quanta ne abbia lei stessa.
Le radici e i legami familiari sono anche al centro dell'ultima avventura di Alice, che ruota attorno alla morte di Ruggero D'Armento, luminare della psichiatria dalla fulgida carriera accademica e dalla personalità carismatica e affascinante: un uomo magnetico ma con un lato oscuro. Intorno a lui la moglie Eleonora, in attesa di separazione; l'allieva (un'altra!) e assistente Mathilde, di bellezza botticelliana come l'elusiva sorella Elena; Daniela, la donna delle pulizie cui una perizia dello psichiatra ha sottratto il figlio bambino; un giovane violinista, Andrea, la cui promettente carriera si è persa per strada dopo l'incontro con D'Armento; e la sua fragile sorella adottiva Azzurra, da tempo in cura per tentare di contenere le pulsioni autodistruttive. Genitori e figli chiusi nella trappola dell'incomunicabilità, fratelli e sorelle rissosamente diversi eppure specchio gli uni degli altri. Tutti hanno motivi di rancore nei confronti dello psichiatra, tutti in qualche modo sono stati vittima delle sue eccezionali capacità di manipolazione.
Ma non per niente Alice si chiama Alice: come la sua omonima nel Paese delle meraviglie, è maestra nel maneggiare quel che non sembra logico e trovare soluzioni e vie d'uscita nei momenti di difficoltà. "Se c’è qualcosa di urgente da fare sono pronta a sacrificarla in favore della mia dannata curiosità".

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