sabato 14 gennaio 2017

National Geographic Italia - gennaio 2017

National Geographic Italia - gennaio 2017

Vol. 39 - N. 1 (n. 228 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro

In copertina: Una foto di gruppo illustra un ampio spettro di identità di genere, aiutandoci a capire la gender revolution. Fotografia di Henry Leutwyler

Tutti ci portiamo addosso etichette applicate dagli altri. Quelle lusinghiere (generoso, intelligente, divertente) le indossiamo con orgoglio. Quelle negative possono essere fardelli che pesano per tutta la vita, accuse da cui cerchiamo disperatamente di scagionarci. L'etichetta più resistente, e quella che probabilmente influenza di più la nostra vita, è la prima che ci viene assegnata: "è un maschietto!" o "è una femminuccia!". Anche se in un suo famoso aforisma usò la parola anatomia, in sostanza Sigmund Freud intendeva dire che il genere di appartenenza è il destino. Oggi però alcune delle convinzioni più radicate sui generi stanno cambiando rapidamente e drasticamente. Ecco perché abbiamo dedicato un intero numero all'esplorazione del concetto di genere, nella scienza, nei sistemi sociali, nelle civiltà umane nel corso della storia. Come scrive Robin Marantz Henig nell'articolo Questioni di genere, è in corso una "evoluzione del concetto di donna o uomo e [dei] significati di termini di parole come transgender, cisgender, non conforme, genderqueer, agender o una qualsiasi delle 50 opzioni che il profilo di Facebook offre ai suoi utenti. Nel frattempo gli studiosi stanno scoprendo una serie di nuove e complesse realtà riguardo la conoscenza biologica del sesso. Molti di noi hanno imparato alle superiori che il sesso è determinato dai cromosomi sessuali e da nient'altro: XX per una femmina, XY per un maschio. Ma la questione non è così lineare". Per avere una prospettiva sul futuro dell'identità di genere, abbiamo parlato con 80 ragazzi e ragazze di nove anni in giro per il mondo, dall'America al Medio Oriente, dall'Africa alla Cina. Una di loro, Nasreen Sheikh, vive con i genitori e due fratelli in uno slum di Mumbai. Vorrebbe diventare medico, ma pensa già che essere femmina sia un ostacolo. "Se fossi un maschio - dice - avrei la possibilità di fare soldi... e portare bei vestiti". Mi aspetto che Nasreen imparerà che il genere, da solo, non impedisce di vivere una bella vita (né d'altra parte lo garantisce). Ma guardiamo in faccia la realtà: in molti luoghi del mondo bambine e ragazze sono particolarmente a rischio. Rischiano di non poter andare a scuola e di essere sfigurate con l'acido se si azzardano a farlo. Rischiano di subire mutilazioni genitali, matrimonio infantile, aggressioni sessuali. È vero che, a prescindere dal genere, i giovani di tutto il mondo devono affrontare sfide che nell'era digitale si sono fatte più impegnative. Ma queste storie ci ricordano quanto possa essere pericolosa la vita per una donna, e quanto lavoro occorra ancora per cambiare questo stato di cose. Susan Goldberg, direttore di National Geographic Magazine

Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): La diversità è un valore, non una colpa. Nel 2003 Jeffrey Eugenides vinse il premio Pulitzer con un memorabile romanzo in cui narra la storia di Calliope, cresciuta come femmina fino a 14 anni, quando comincia ad avere le prime esperienze sessuali con ragazzi di entrambi i sessi. Solo più tardi si scoprirà che è uno pseudoermafrodito, una persona che ha un fenotipo sessuale ambiguo. Il medico suggerisce un intervento chirurgico per la riassegnazione del sesso, ovvero per mantenere il genere femminile con cui Calliope è stata allevata, ma lei decide di seguire la propria natura genetica di maschio e assume l'identità maschile di Cal. Anche se gli studi di genere erano fiorenti fin dagli anni Ottanta, Middlesex (questo il titolo del romanzo) portò il tema all'attenzione del pubblico, con grazia e sensibilità non comuni. E oggi il tema dell'identità di genere, da non confondere con le sole preferenze sessuali, è all'ordine del giorno. Soprattutto negli Stati Uniti, dove si tende ad affrontarlo fin dalla prima infanzia, mentre da noi viene troppo spesso liquidato con dogmatismo o moralismo; le molte sfumature che contiene meriterebbero una riflessione assai più profonda. Ma in tutto il mondo omosessualità, transessualità e identità di genere sono argomenti che toccano le coscienze e rimettono in discussione gli stigmi sociali e gli stereotipi che accompagnano convinzioni consolidate su mascolinità e femminilità. Ecco perché è importante il numero monografico sull'identità di genere che avete tra le mani. Perché affronta senza pregiudizi un argomento che può incrinare le nostre più intime convinzioni. E, soprattutto, può farci capire che la diversità è un valore, non un fastidio da nascondere o, peggio, da negare.

- Io ho nove anni. Bambini e bambine di tutto il mondo raccontano in che modo il genere a cui appartengono condiziona la loro vita.
- Questioni di Gender. Maschio o femmina? Oggi in molti non si riconoscono nei generi tradizionali.
- Uomini si diventa. Per i maschi il passaggio all'età adulta non è sempre un percorso lineare: molto dipende dal luogo di nascita.
- American girl. La vita non è tutta rose e fiori per le adolescenti degli Stati Uniti, alle prese con modelli estetici irraggiungibili (alterati col fotoritocco) ed esposte al cyberbullismo.
- Le statistiche. Uno sguardo globale, cifre alla mano, sulla condizione femminile oggi, dalla salute, al lavoro, alla violenza.
- Bambine, una vita pericolosa. Milioni di ragazze in tutto il mondo sono oppresse da miseria, povertà e tradizioni culturali. Ma qualcuna sta rialzando la testa.
- Identità future. Un mondo in cui il genere non sia né un vantaggio né un ostacolo: è questo l'obiettivo per il futuro.
- Parliamo di Gender. Il delicato tema dell'identità di genere è entrato nella sfera pubblica in modo inimmaginabile anche solo un decennio fa. In questo numero speciale della rivista analizziamo gli aspetti culturali, sociali, biologici e politici della questione del genere. Prima, però, definiamo i termini.

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