lunedì 26 giugno 2017

[Recensione] Il volontario di Auschwitz

Il volontario di Auschwitz
di: Witold Pilecki

Formato: copertina flessibile
Pagine: 381
Editore: Piemme (13 gennaio 2015)
ISBN-13: 978-8868367541
Data di acquisto: 19 giugno 2017
Letto dal 23 al 26 giugno 2017

----- Sinossi -----
Il 19 settembre 1940 durante un rastrellamento nazista a Varsavia, Witold Pilecki prende la direzione opposta a tutti gli altri e si fa arrestare volontariamente per essere mandato ad Auschwitz. Il nome non è ancora sinonimo di inferno, come sarebbe diventato, tuttavia chiunque avrebbe considerato quel gesto folle. Ma Pilecki non è uno qualunque, è un militare dell'Armata polacca e membro della resistenza contro i nazisti. La sua missione è infiltrarsi nel campo, raccogliere informazioni e organizzare una rete clandestina pronta a ribellarsi e a prendere il controllo al momento giusto. Sin dall'arrivo, Pilecki si rende conto che qualsiasi idea i cittadini liberi si fossero fatti di quel luogo, era drammaticamente ingenua. Ciò che trova oltre il cancello con la scritta Arbeit macht frei non ha nulla a che vedere con qualunque cosa avesse conosciuto nel mondo reale. Ogni regola del vivere civile è calpestata e sovvertita, ci sono prigionieri con diritto di vita e di morte su altri prigionieri. Fame, freddo, malattie, lavori forzati sono usati dai nazisti come strumenti di decimazione. L'arbitrarietà assoluta è l'unica legge applicata e ciò che distingue i carcerieri l'uno dall'altro sono solo diversi gradi di crudeltà. A poco a poco Pilecki tesse la sua rete clandestina, in attesa del segnale di rivolta, che però non arriva mai. Dopo tre anni, e dopo aver visto sparire molti dei suoi amici, Pilecki decide di fuggire, per continuare la resistenza da fuori. Ritrovata la libertà con una rocambolesca fuga, il capitano Pilecki da bravo soldato stende rapporto ai superiori su ciò che ha visto. Se ne avessero preso atto, quante vite sarebbero state risparmiate?

----- La mia recensione -----
"Cosa può dire oggi l'umanità, quella stessa umanità che vuole mostrare un progresso culturale e personale e collocare il XX secolo molto più in alto dei secoli passati? Possiamo noi, dal XX secolo, guardare negli occhi i nostri progenitori e... assurdo... dimostrare di avere raggiunto un livello culturale più elevato? Ai giorni nostri un gruppo armato, rinunciando al 'velo' del passato, distrugge non solo un esercito nemico, ma intere nazioni e società inermi, usando i più recenti ritrovati della tecnica. Progresso della civiltà... certo! Progresso culturale? Non scherziamo. Ci siamo smarriti, amici miei, drammaticamente smarriti".
Libro documento che è molto simile a Se questo è un uomo - La tregua. Ma, mentre il capolavoro di Primo Levi è una narrazione della sua permanenza (passatemi il temine) all'interno del campo di concentramento di Auschwitz e della conseguente odissea in giro per l'Europa subito dopo la liberazione, questo è una testimonianza "in presa diretta" degli orrori visti e subiti da Witold Pilecki sempre all'interno del famigerato campo di concentramento. Tuttavia c'è una sostanziale differenza: Levi ad Auschwitz ci finì dopo essere stato catturato, Pilecki ci finì... volontariamente! Ebbene sì, sembra una cosa strana ed assurda, ma è la pura verità: Witold Pilecki, militare polacco, ha il compito di introdursi nel campo di concentramento (e per questo, durante un rastrellamento a Varsavia, si fa deliberatamente arrestare) e creare una fitta rete clandestina di prigionieri per prendere, appena sarebbe arrivato il via libera all'operazione, il controllo di Auschwitz... Purtroppo la storia ci ha già insegnato che quell'ordine non sarebbe mai arrivato!
Come ho detto prima, questo libro non è un romanzo ma è il rapporto, scritto in prima persona (una volta evaso e tornato libero) da Witold Pilecki, di tutto ciò che lui stesso ha visto, fatto e subito durante la sua prigionia ad Auschwitz. Tutto quanto vi è scritto è davvero sconvolgente, terribile e... nudo e crudo!
Libro che io vi consiglio senz'altro di leggere (per me andrebbe fatto girare anche nelle scuole) se amate i libri storici o i saggi; ma anche, e soprattutto... per non dimenticare!
- Voto: (5 su 5)

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