domenica 24 settembre 2017

National Geographic Italia: i numeri di novembre e dicembre 2001

----- Novembre 2001 -----
- Russia allo specchio. Dopo essersi rialzata a fatica dal crollo dell'Unione Sovietica, la Russia, a dieci anni di distanza, riaffiora mostrando un volto inedito: Internet bar, istituti di ricerca, negozi rutilanti, e un malessere che cresce. Il ritratto dei nuovi tempi, fra speranza e pessimismo.
- Le sorgenti degli ippopotami. Nelle pozze di Mzima, in Kenya, popolate da pachidermi, coccodrilli, pesci, insetti predatori e animali necrofagi, la vita prospera grazie alla cenere e allo sterco.
- Aurore. Celestiali spettacoli di luci e colori, le aurore boreali e australi hanno ispirato leggende e opere d'arte. Ma rappresentano una sfida per la scienza, che vuole prevedere questi straordinari fenomeni naturali.
- Gli antenati delle balene. Viaggio nel lontano passato, quando i cetacei avevano le zampe, e prendevano confidenza con il mare: 50 milioni di anni fa sulla terra zampettavano i progenitori di Moby Dick.
- Chi costruì le piramidi? Chi erano e come vivevano gli uomini e le donne che, oltre 4.000 anni fa, edificarono il più imponente complesso monumentale dell'antico Egitto? L'ultima campagna di scavi nella piana di Giza ha riservato non poche sorprese. Una fra tutte: i costruttori delle piramidi non erano affatto schiavi.
- Cobra reale. Il veleno del suo morso può uccidere un elefante. Ma questo formidabile cacciatore, veloce come il fulmine, considerato sacro e venerato in India, è in realtà timido e schivo e attacca solo se provocato. Eppure il cobra continua a infondere terrore tra gli abitanti delle regioni dell'Asia tropicale che costituiscono il suo areale.
- Codice postale: Steelville, Missouri. "Tosti come tronchi di pino", gli abitanti di questa cittadina sonnacchiosa nel cuore dell'America rurale dove il benessere non è mai arrivato, vivono come ai vecchi tempi, coltivando le stesse passioni dei loro nonni: caccia, pesca, musica country, sport e pettegolezzi.
- Grandi reportage (1924): Una calda estate in Asia Minore. Pubblicato da National Geographic nell'ottobre del 1924, questo reportage racconta la missione in Turchia del maggiore Robert Whitney Imbrie, all'epoca rappresentante ad Ankara del Dipartimento di Stato americano. Presentando l'articolo, il direttore definiva l'autore "un gentiluomo... coscienzioso, onesto e coraggioso", e ne piangeva la tragica morte: nel luglio di quello stesso anno, infatti, Imbrie era stato linciato da una folla inferocita a Teheran, dove si trovava in qualità di viceconsole degli Stati Uniti. Nell'articolo l'autore getta il suo sguardo non privo di pregiudizi (tipici peraltro dei viaggiatori occidentali dell'epoca) sulla neonata Repubblica turca, e sui costumi e la filosofia di vita dei suoi cittadini. Non si può certo dire che Imbrie fosse ben disposto verso la Turchia: la definiva "un Paese che da tremila anni produce soprattutto guerra, con carneficine, saccheggi e rapine come sottoprodotti". Allo stesso tempo, però, era pronto a riconoscere la squisita cortesia e la generosa ospitalità degli abitanti.

----- Dicembre 2001 -----
- Mappa in allegato: Afghanistan, guerra infinita (lato A) e cartina fisico/politica di Afghanistan e Pakistan (lato B)
- Grandi reportage (1921): Afghanistan, terra proibita. Una terra impenetrabile, circondata da aspre montagne e distese desertiche. Un mosaico di tribù, litigiose e diffidenti verso lo straniero, ma anche ospitali e incuriosite dalle novità. Così, su National Geographic del gennaio 1921, "Haji Mirza Hussein" svelava l'Afghanistan agli occidentali: sotto questo pseudonimo si nascondeva un europeo che, travestito da pellegrino persiano, era riuscito a introdursi nel Paese e persino a farsi ospitare alla corte di Kabul. Da allora sono trascorsi ottant'anni. Si sono succeduti cataclismi naturali e politici. Eppure il cuore dell'Afghanistan di allora assomiglia in modo straordinario al Paese di oggi. Il racconto ci regala un ritratto illuminante, che aiuta, forse meglio di molti altri commenti, a interpretare gli eventi di questi giorni. Le fotografie sono comparse su Geographic tra il 1921 e il 1950.
- Grandangolo: Spedizione sull'Isola Re Giorgio e le sue grotte di cristallo. Un'équipe italiana nel cuore di un ghiacciaio antartico.
- Abramo. Viaggio sulle orme del patriarca, dove l'eco dei racconti biblici si sovrappone al conflitto che oggi lacera l'unità fra i discendenti delle tre grandi religioni abramitiche.
- Afghanistan. Un reporter veterano delle guerre in Afghanistan, Edward Girardet, rievoca i suoi incontri con Osama bin Laden, con i Taliban e con i due kamikaze che hanno assassinato Massoud, il leone del Panjshir.
- Massoud, lettera a un amico scomparso. L'omaggio del grande fotografo Reza a un celebre guerriero, in memoria di un'amicizia nata nelle trincee.
- Silicon Valley. Nella mecca californiana dei geni del computer e degli imprenditori on-line, dopo anni di euforia, le aziende del web hanno cominciato a fare acqua. Ma i cervelloni di Internet restano ottimisti, e le cifre danno loro ragione: solo l'anno scorso le imprese agli esordi hanno catalizzato investimenti per 17 miliardi di dollari.
- In linea col futuro. Cavi in fibra ottica, satelliti, telefoni cellulari. Le reti a fibre ottiche e la telefonia mobile stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere. Cresce però il divario tra il mondo collegato in rete e le centinaia di milioni di persone che non possiedono neanche il telefono.
- SuperCroc. Il celebre "cacciatore di fossili" Paul Sereno e la sua équipe svelano i segreti di un gigantesco coccodrillo preistorico, Sarcosuchus imperator, signore dei fiumi africani circa 110 milioni di anni fa. Lungo 12 metri e pesante fino a nove tonnellate, Sarcosuchus era forse il più grande coccodrillo mai esistito, talmente feroce da spaventare gli stessi dinosauri.
- Isole di ghiaccio. Acque tempestose, venti implacabili e trappole glaciali; sono solo alcuni dei pericoli affrontati dagli esploratori che si sono spinti tra gli iceberg dell'Antartide per raggiungere un gigante tra i giganti, il B-15B: una massa immensa, quasi inimmaginabile, di 4.900 chilometri quadrati.

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