sabato 6 gennaio 2018

[Recensione] Rose Madder

Rose Madder
di: Stephen King

Titolo originale: Rose Madder
Formato: Kindle
Dimensioni file: 877.0 KB
Pagine: 515
Editore: Sperling & Kupfer (5 agosto 2014)
ASIN: B00M7IIWAI
Data di acquisto: 16 agosto 2014
Letto dal 26 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018

----- Sinossi -----
In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l'uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s'imbatte anche in uno strano quadro, un ritratto, che misteriosamente comincia a interagire con lei... Purtroppo, il sadico Norman si è intanto messo sulle tracce della moglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e terrore. E quando la raggiunge, Rose capisce che per salvarsi dovrà calarsi nel "suo" mito, celato nel quadro, e trasformarsi in una dea vendicatrice...

----- La mia recensione -----
"Certe volte agli uomini faceva bene imparare che cosa voleva dire aver paura di una donna, no? Certe volte era l'unica protezione che una donna aveva".
All'inizio ho fatto molta fatica ad identificare il genere in cui classificare Rose Madder... non è un thriller, non è un fantasy e non è nemmeno un horror (che di horror, il "tema preferito" da Stephen King per quasi tutte le sue opere, qui non c'è proprio traccia). E, sempre all'inizio, la trama mi è sembrata troppo simile a quella di Dolores Claiborne, l'altro romanzo di Stephen King incentrato sulle violenze domestiche subite dalla protagonista. E un altro particolare (mi riferisco al quadro che cambia la prospettiva del soggetto in esso contenuto) mi ha richiamato alla mente il racconto Il fotocane, contenuto nella raccolta Quattro dopo mezzanotte.
E le citazioni (o autocelebrazioni) non finiscono qui: vengono citati Paul Sheldon (protagonista di Misery) e Susan Day (un personaggio apparso in Insomnia) e, in qualche modo, viene citato anche il "Ka" (l'equilibrio dello spirito e delle anime), chiaro riferimento alla saga della Torre Nera.
I primi capitoli di Rose Madder sono i migliori: impossibile non fare il tifo per Rose, per quattordici anni costretta a subire la (ripetuta) violenza sessuale e domestica del marito... che, essendo un poliziotto-eroe, è inconsapevolmente difeso ed osannato dai suoi stessi colleghi e dalla comunità in cui vive. Purtroppo, strada facendo, il libro si perde in un mare di ovvietà a ripetizione: lei che finalmente si ribella e fugge, lei che trova accoglienza presso un'organizzazione femminista e lei che si innamora di un uomo dolce e sensibile... il tutto culminante con un'altra più che scontata ovvietà: il marito abbandonato che non si rassegna alla fuga della moglie e, quindi, parte al suo inseguimento lasciandosi dietro una scia di sangue ed orrore!
Da qui in poi, la trama assume contorni onirici nel momento in cui Rose capisce che il quadro che ha comprato subito dopo essersi rifatta una nuova vita ha qualcosa di magico, fatato e orribile allo stesso tempo.
In conclusione, reputo il romanzo meritevole comunque di essere letto, anche se i capitoli contenti le ovvietà che ho descritto prima, possono essere saltati o letti un po' più speditamente, perché (almeno questo è il mio parere) sono stati inseriti solo per allungare il libro stesso di almeno 100-150 pagine.
- Voto: (3 su 5)

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