domenica 1 aprile 2018

National Geographic Italia: i numeri di settembre ed ottobre 2004

----- Settembre 2004 -----
Mappa in allegato: I Romani (lato A); l'Impero Romano (lato B)
- Segnali dalla Terra. Ormai non ci sono dubbi: il mondo si sta riscaldando sempre più, e sempre più in fretta. A questo punto, resta solo da domandarsi in quale misura il riscaldamento globale sia colpa nostra, e se siamo disposti a porre un freno alla fusione dei ghiacci già in atto, che porterà inevitabilmente all'innalzamento del livello dei mari. Sì, ma come? L'unica soluzione è limitare le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra, e trovare un'alternativa all'utilizzo di combustibili fossili.
- GeoSegnali. I ghiacciai si ritirano, il livello dei mari si innalza, i laghi si prosciugano: fra i fenomeni che già stanno modificando - e forse per sempre - l'aspetto fisico del pianeta in cui viviamo, questi sono soltanto alcuni dei più evidenti.
- EcoSegnali. Dai pinguini ai fiori delle Alpi, anche animali e piante subiscono gli effetti del riscaldamento globale. Riusciranno ad adattarsi al mutamento climatico?
- PaleoSegnali. Quali sono le cause del mutamento climatico? Il clima potrebbe cambiare radicalmente da un giorno all'altro, o è un processo lento e graduale? Per risolvere questo rompicapo, gli studiosi di tutto il mondo sono alla ricerca di indizi che risalgono al lontano passato della Terra.
- Il potere e la gloria dell'Impero Romano. Sempre più spesso detrattori e ammiratori paragonano la potenza degli Stati Uniti a quella di Roma. Ma il modello resta ineguagliabile. Per oltre 500 anni, i Romani tennero uniti e relativamente in pace gran parte dell'Europa e del bacino del Mediterraneo; governarono milioni di persone con il pugno di ferro, ma rispettando religioni e usanze locali; e lasciarono un'eredità fatta di strade, ponti, monumenti ma anche di leggi, parole, modi di dire. Dalla Tunisia a Pompei, dai Fori al limes, il confine dell'Impero, T.R. Reid, l'autore dell'articolo, viaggia rievocando la storia romana, alla ricerca delle radici del mondo occidentale.
- Tassi del miele. Tenaci, aggressivi, famelici, questi piccoli carnivori del deserto del Kalahari hanno una pessima reputazione e non hanno paura di niente: attaccano e divorano persino i serpenti velenosi. Ma il primo studio a lungo termine condotto sulla specie in libertà rivela che i tassi del miele sono genitori molto affettuosi, e che la loro vita non è affatto priva di pericoli.
- Grandangolo: Il restauro dei mobili di Ercolano. Siamo abituati a immaginarli sdraiati su morbidi triclini, ma i Romani dovevano pur sedersi, dormire, mangiare. Dalla lava che coprì Ercolano riemergono gli arredi dell'antichità.

----- Ottobre 2004 -----
- Codice postale: Val d'Orcia. Lo scorso luglio, la Val d'Orcia è diventata Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Omaggio fotografico a un angolo di Toscana unico, icona stessa del paesaggio italiano.
- Rosso fuoco. Nulla è scontato nel Parco nazionale dei vulcani delle Hawaii: laghi di lava, divinità capricciose, colate che si spengono in mare e un paesaggio apocalittico che può mutare nel giro di pochi giorni. Un luogo unico al mondo in cui le forze primordiali della natura sono in perenne attività, e condizionano ogni aspetto della vita.
- Chi erano i Fenici? Dominarono il Mediterraneo per secoli, inventarono l'alfabeto, fondarono Cartagine. Eppure sui Fenici restano ancora tanti misteri da chiarire. Dal Libano al Nordafrica, dalla Sicilia alla Sardegna, gli archeologi studiano i resti delle loro città e delle loro colonie. E i genetisti sono alla ricerca dei loro discendenti.
- Dove batte il cuore del mondo. Sopravvissuti a massacri e pestilenze, gli indios Kogi, Arhuaco e Wiwa, hanno creato un mondo a parte tra le cime della Sierra Nevada de Santa Marta, in Colombia. Ma oggi il loro stile di vita ideale è profanato dalla violenza e dalla modernità.
- Le stagioni della volpe artica. Vita segreta di un piccolo mammifero del profondo nord: capace di coprire lunghe distanze sulle gelide distese del Circolo Polare Artico protetto dal soffice mantello, ha dovuto adattarsi a un ciclo in cui si alternano anni di abbondanza e altri di carestia. E quando ai rigori dell'inverno subentrano le fuggevoli estati artiche, per le giovani volpi è tempo di lasciare la tana.
- Via con l'acqua. Benvenuti nel Bayou, patria del jazz, dei profumi invitanti della cucina creola, dell'atmosfera indolente di New Orleans... e del petrolio. Infatti, attraverso la fitta rete di canali che solcano le paludi costiere della Louisiana, arriva buona parte del combustibile fossile consumato negli Stati Uniti. Ora, però, quella cintura protettiva di paludi e barriere insulari sta scomparendo sotto le acque del Golfo del Messico. Che fare?
- Vipere & Co. Trent'anni fa, due ricercatori svedesi, Claes Andrén e Göran Nilson, iniziano uno studio sulla erpetofauna iraniana. Poi arrivano la rivoluzione islamica, la guerra Iran-Iraq e il progetto sembra destinato a naufragare per sempre. Ma i due sanno aspettare, e la loro attesa viene premiata: scopriranno nuove specie di rettili e ritroveranno una vipera che si credeva estinta.
- Geographica Classic (1930): Le mille luci della Grande Mela. I newyorkesi sono sopravvissuti, nel corso degli ultimi due secoli, a numerose calamità, dall'invasione degli inglesi alla fine del Settecento agli attacchi terroristici del 2001. All'alba della Grande Depressione, nel 1930,
Geographic pubblica "This Giant That Is New York", un'ode alla città m cui non si fa alcun cenno al dramma che ha già colpito la nazione. L'autore Frederick Simpich definisce New York "la suprema meraviglia del mondo moderno" (la città aveva appena superato Londra come metropoli più popolosa del pianeta). "Luce ed energia ne sono i simboli e ne trasformano le notti in un melodramma cosmico", prosegue. Simpich descrive ammirato i dieci milioni di persone che ogni giorno si riversano in città dai sobborghi per raggiungere il posto di lavoro in ascensore - "a New York, i viaggi in verticale superano quelli in orizzontale", aggiunge con un pizzico d'esagerazione. L'autore però individua quel che diventerà un drammatico problema nei decenni a venire: "Senza elettricità New York non potrebbe esistere. Cosa accadrebbe se venisse a mancare la corrente? Panico, paralisi, milioni di persone bloccate nei grattacieli o in metropolitana, al buio... così da meditare su quanto la loro vita dipenda da luce ed energia".

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