sabato 17 novembre 2018

Libri di (e su) Antonio Gramsci

Ecco le schede di tre libri scritti da Antonio Gramsci (ed un quarto sulla sua figura storica e politica) che, nei giorni scorsi, ho acquistato da una bancarella:

- Carlo Ricchini, Eugenio Manca e Luisa Melograni: Antonio Gramsci. Le sue idee nel nostro tempo
Copertina: flessibile
Pagine: 206
Editore: L'Unità (12 aprile 1987)
Sinossi: "... dal '20 in poi ho in gran parte vissuto sotto l'incubo di ciò che sarebbe successo in Italia e della enorme quantità di forza che avrei dovuto avere per fare fino in fondo ciò che mi pareva giusto e necessario. [...] Ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non debbono essere compianti, quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così essi stessi hanno voluto consapevolmente. [...] Ogni nostra azione si trasmette negli altri secondo il suo valore di bene e di male. Passa di padre in figlio, da una generazione all'altra, in un movimento perpetuo".

- Antonio Gramsci: La questione meridionale
Copertina: flessibile
Pagine: 96
Editore: West Indian (gennaio 2014)
Sinossi: L'opera contiene alcuni scritti tratti dall'Avanti!, da L'Ordine Nuovo, da Il Grido del popolo, da l'Unità, da Rinascita e il saggio "Alcuni temi della quistione meridionale".

- Antonio Gramsci: Lettere dal carcere, vol. 1
Copertina: flessibile
Pagine: 302
Editore: L'Unità (24 gennaio 1988)
Dalla prefazione di Paolo Spriano: Già quando uscì una prima edizione delle "Lettere", nel 1947, nella fresca commozione per una testimonianza tanto eccezionale, si parlò di capolavoro, e insieme ci si interrogò su un personaggio così singolare: un capo di partito, ma anche un intellettuale che Benedetto Croce disse che "era dei nostri", e un uomo solo, disperatamente solo nella sua prigionia, eppure spesso incredibilmente sereno. Le lettere parlano da sole e parlano un linguaggio semplice, accessibile a chiunque abbia mente e cuore, il giovane e l'anziano, chi ha fatto appena la terza elementare e chi ha una laurea. Non si tratta di un testo politico né filosofico, anche se dentro c'è tanto entroterra culturale ed etico. In primo piano sta una tragedia personale.

- Antonio Gramsci: Lettere dal carcere, vol. 2
Copertina: flessibile
Pagine: 302
Editore: L'Unità (14 febbraio 1988)
Dalla prefazione di Valentino Gerratana: Per quanto significativi possano apparire o anche essere (e non sempre lo sono) gli epistolari di autori celebri, non sono di solito da annoverare tra i loro libri più importanti. Per Gramsci è diverso: l'immagine che abbiamo di lui sarebbe molto più pallida e sfocata se non avessimo potuto leggere le sue "Lettere dal carcere". Perfino i "Quaderni", scritti nello stesso periodo e nelle medesime condizioni, sarebbero meno decifrabili senza la chiave di lettura fornita dalle "Lettere". L'inesorabile scorrere del tempo carcerario mostra una condizione dura, che lascia il segno, ed è nella lotta per sopravvivere al rullo compressore di quel carcere che Gramsci rivela fino in fondo il suo carattere. Così ogni lettera, al di fuori di un qualsiasi piano preordinato, si trasforma nella tessera di un mosaico che offre nell'insieme un inconsapevole e straordinario autoritratto intellettuale, morale e politico.

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