lunedì 19 novembre 2018

Recensione della penna stilografica Lamy Aion


Ed eccola qui la mia nuova penna stilografica: la bellissima Lamy Aion. E chi segue le mie recensioni sa già che io ho un debole per i prodotti dell'azienda tedesca.
La Aion, ultima arrivata in casa Lamy, è stata disegnata direttamente da Jasper Morrison, un designer di levatura mondiale. L'aspetto della stilografica è di una semplicità incredibile: è un unico pezzo di metallo "imbutito", quindi senza alcuna interruzione e, soprattutto, senza gli odiosi "scalini" presenti in alcune penne con il cappuccio a vite. Corpo principale e cappuccio, come detto, sono in alluminio a cui si aggiunge un ottimo effetto spazzolato.


La Aion è disponibile in due colorazioni: Black (nera) e Olive Silver (grigio oliva). Dal momento che il modello tutto nero non mi è piaciuto a livello estetico (anche se è in alluminio sembrava di vedere una penna di plastica), io ho scelto quella Olive Silver: dal nome ci si aspetterebbe una tonalità grigio-verde... invece mi sono trovato di fronte ad una penna tutta grigia con, al massimo, qualche pallida tonalità verdina nei punti colpiti dalla luce diretta.


Il prezzo della stilografica si aggira intorno ai 50 euro; per cui, è una penna che si colloca in una fascia media di mercato. Il prezzo è ottimo anche per chi vuol fare un regalo senza spendere molto.
Spettacolare anche il pennino appositamente progettato per questo modello di penna. È disponibile nelle gradazioni EF (Extra Fine, il mio preferito), F (Fine), M (Medium) e B (Broad). Tuttavia, anche se il pennino è stato disegnato per la Aion, è completamente intercambiabile con tutti gli altri modelli della stessa azienda. Quindi, tanto per fare un esempio, il pennino della Aion può essere montato su una Safari e viceversa.


La confezione di vendita è la solita minimalista della Lamy: il cofanetto rettangolare in cartoncino rigido ha, al suo interno, la penna, una cartuccia blu (la classica cartuccia T10) ed un piccolo opuscolo con il dettaglio della penna ed una breve carrellata degli altri prodotti Lamy. In confezione, quindi, non è presente il pratico converter per usare gli inchiostri in boccetta. Comunque, se siete interessati ad equipaggiare la vostra nuova Aion di un converter, dovrete procurarvi il Lamy Z26/Z27 (è il modello senza le "alette" presenti, invece, nel modello Z24).


Passiamo al peso ed alle dimensioni (abbastanza corpose ma non eccessive). Il peso si aggira intorno ai 34 grammi; le dimensioni sono: 13,7 cm la sola penna senza il cappuccio, che diventano 14,2 da chiusa e 16,2 con il cappuccio calzato nella parte posteriore. Il solo cappuccio misura 6,50 cm ed ha un diametro di 1,3 cm. Purtroppo, proprio il cappuccio è l'unico punto debole di questa penna: è a scatto e, quando la Aion è chiusa, ha un fastidiosissimo "gioco" rotatorio intorno alla penna stessa. Inoltre, dato il suo peso non indifferente, è preferibile scrivere senza il cappuccio calzato nella parte posteriore. Bellissima, tuttavia, la clip in metallo (per riporre la penna nel taschino della giacca): è tutta in metallo, con impresso il marchio "Lamy" in un angolino, ed ha un bellissimo e pratico effetto "a molla".


Il pennino è in acciaio ma, incredibile, è molto morbido e, benché sia di misura EF, ha un flusso davvero notevole ma assolutamente ben calibrato. Lo sapete già ma, comunque, è bene ripeterlo ancora: le misure dei pennini Lamy (così come quelli delle altre aziende europee) hanno misure leggermente più grandi rispetto ai pennini cinesi e giapponesi. Vi faccio il solito esempio: il pennino F Lamy è (quasi) paragonabile ad un M della Pilot. Oppure, se volete vederla in un'altra ottica, diciamo che un EF giapponese è molto ma molto più sottile di un omologo EF europeo.
La Lamy Aion si impugna davvero bene e, perciò, la mano non ne risente affatto durante le lunghe sessioni di scrittura: negli ultimi due mesi la mia Aion è diventata una fedele compagna sia in casa che sul posto di lavoro.
Scrivere con questa penna è davvero un piacere unico. Non stanca la mano (l'ho già detto prima) e la scrittura è sempre lineare e senza salti o impuntamenti vari.
Ecco qui sotto la mia prova di scrittura. Per fare ciò ho usato l'inchiostro Lamy Crystal Azurite, una delle nuove tonalità "Crystal" dell'azienda tedesca. Questo inchiostro blu, come per il Pelikan Edelstein Sapphire, ha una piacevolissima tonalità violacea, ma il Lamy è leggermente più scuro... adatto, perciò, ad essere usato in contesti abbastanza seriosi e formali: firme su documenti ed assegni e compilazione di fatture. Comunque, di questo inchiostro ci occuperemo nei prossimi giorni.


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