giovedì 8 agosto 2019

[Recensione] Il corso delle cose

Il corso delle cose
di: Andrea Camilleri

Formato: copertina flessibile
Pagine: 160
Editore: Sellerio Editore (6 novembre 1998)
ISBN-13: 978-8838914720
Data di acquisto: 17 luglio 2019
Letto dal 5 all'8 agosto 2019

----- Sinossi -----
Un paese della Sicilia, trent'anni fa. Vito è un solitario, soprannominato "ombra", anche se la sua vita ombre non ne ha. Una sera subisce un attentato. Un errore di persona? Secondo il maresciallo è un avvertimento, ma Vito non capisce. Cosa si vuole da lui? Perché è minacciato? Lo capirà tardi, e l'amara verità gli darà il coraggio che non pensava di possedere. Primo romanzo di Camilleri il cui titolo prende spunto da una frase di Merleau-Ponty, "il corso delle cose è sinuoso", frase che si adatta a una certa realtà siciliana, una realtà che sembra sfuggire dalle mani dell'osservatore, intessuta di moventi umani elementari ma oscuri, di gesti cerimoniali che alludono a una seconda natura, a un'ipotesi dell'uomo non misurabile con i parametri della logica.

----- L'incipit del libro -----
- Che tramonto bello! - fece il maresciallo Corbo scostando per un attimo il fazzoletto che teneva premuto sul naso. - Ce ne sono, dalle parti tue, tramonti così? -
Il carabiniere Tognin avrebbe voluto rispondere di sì a parole, dire che dalle parti sue forse ce n'erano di meglio, ma era di Venezia, a certi spettacoli non era ancora abituato e sentiva di tanto in tanto uno strizzone di vomito che gli contraeva lo stomaco. Fece solo un cenno affermativo con la testa.
Effettivamente il tramonto era da godersi. Lontano, a ponente, verso il mare distante qualche chilometro, la sagoma frastagliata di Capo Rossello spiccava controluce, scura, sullo specchio calmo, arrossato, mentre da levante cariche nuvole d'acqua arrancavano verso il paese appena visibile ai piedi della collina sulla quale loro si trovavano. Un contrasto netto, tagliato col coltello, che aumentava il disagio di Tognin abituato a un paesaggio più morbido e pacifico.

----- La mia recensione -----
"La gente parla macari quando non dovrebbe, si figuri se uno si intesta a mettere olio alla ruota: i fatti che vuole sapere va a finire che si annegano in un mare di supposizioni, ipotesi, dicerie, pettegolezzi... meglio lasciar perdere, egregio amico mio, una cloaca, un pozzo nero".
Tranne che per Il diavolo, certamente e Segnali di fumo, non avevo letto nient'altro di Andrea Camilleri. Ironia della sorte, mi son deciso a comprare il suo primo romanzo (questo qui) proprio il giorno della sua morte...
Il corso delle cose è, come ho appena detto, il primo romanzo del maestro Camilleri (è datato 1978 ed è fortemente influenzato da Sciascia e Pirandello, i suoi "maestri" e fonti d'ispirazione), ma già possiamo trovare i primi semi di quella che diventerà ben presto la saga di Montalbano: il paesaggio e le atmosfere siciliane, i termini dialettali (qui ancora ridotti all'osso) e, soprattutto, l'immancabile "pettegolezzo" tipico delle regioni meridionali (dove tutti sanno di tutto anche se nessuno ha visto o sentito niente).
Bella la trama con un mistero apparentemente senza soluzione... che non sarà risolto né dall'incolpevole protagonista e né dal commissario dei carabinieri (poi, con Montalbano, entrerà  in scena la Polizia)... ma dal semplice scorrere degli eventi! Il corso delle cose, appunto.
- Voto: (5 su 5)

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