giovedì 3 ottobre 2019

[Recensione] L'istituto

L'istituto
di: Stephen King

Titolo originale: The Institute
Formato: Kindle (985 KB)
Pagine: 795
Editore: Sperling & Kupfer (10 settembre 2019)
ASIN: B07VKM6JBP
Data di acquisto: prenotazione del 24 luglio 2019
Letto dal 23 settembre al 3 ottobre 2019

----- Sinossi -----
È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali (telepatia, telecinesi). Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. "È come il motel di un film dell'orrore - dice Kalisha -. Chi prende una stanza non ne esce più". Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo e a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'istituto. Dopo classici come L'incendiaria e It, King si mette di nuovo alla prova con una storia di ragazzini travolti dalle forze del male, in un romanzo come sempre trascinante, che ha anche molto a che fare con i nostri tempi.

----- L'incipit del libro -----
Mezz'ora dopo l'orario previsto per il decollo del volo Delta che avrebbe dovuto portare Tim Jamieson da Tampa alle luci brillanti e ai grattacieli di New York, il velivolo era ancora parcheggiato al gate. Non appena un agente della Delta e una donna bionda con un badge della sicurezza appeso al collo entrarono in cabina, i passeggeri stipati in economy si lasciarono andare a un mormorio carico di fastidio e di premonizioni.
«Mi concedereste un istante di attenzione, per cortesia?» esordì il tizio della Delta.
«Di quanto sarà il ritardo?» chiese qualcuno. «Non ci indori la pillola».
«Manca poco alla partenza, e il capitano ci tiene ad assicurarvi che il volo atterrerà quasi in orario. Abbiamo un agente federale che deve salire a bordo, però, perciò ci serve qualcuno che sia disponibile a cedergli il posto».
Dai posti a sedere si levò un gemito collettivo, e Tim vide diversi passeggeri impugnare il cellulare, in caso di problemi. Ne erano già capitati, in situazioni analoghe.
«La Delta Air Lines è autorizzata a offrire un biglietto sul prossimo volo per New York, previsto per domattina alle 6.45...».
Un altro gemito. Qualcuno disse: «Piuttosto mi sparo».

----- La mia recensione -----
"Aveva solo dodici anni, e capiva quanto la sua esperienza del mondo fosse limitata, ma di una cosa era certo: quando qualcuno diceva «Fidati di me», di solito stava mentendo".
Stephen King, finalmente, è tornato ai fasti di un tempo! L'istituto è un ottimo romanzo a metà strada tra thriller ed horror e con una specie di sentore di "già visto" (ma questa volta in senso buono) riguardo alle atmosfere ed alla location: a tratti, infatti, l'istituto al centro del romanzo mi ha dato l'impressione di essere lo stesso posto (la bottega) in cui venne rinchiusa la piccola Charlie McGee, la protagonista de L'incendiaria. Anche perché sia l'istituto che la bottega alla fin fine si son rivelati essere dei veri e propri campi di concentramento per bambini dotati di poteri paranormali o con intelligenza fuori dal comune. E solo alla fine di questo romanzo scopriremo il motivo alla base della creazione di questi posti (ma più l'istituto che la bottega).
Bellissimo romanzo che ti "cattura" (non a caso, visto che qui si parla di rapimenti, uso proprio questo termine) sin dalla primissima pagina e ti prende per mano per accompagnarti verso l'epilogo finale. Molto bello il finale pirotecnico sia per la sparatoria hollywoodiana sia per il dialogo conclusivo tra Tim, Luke ed il misterioso Smith che aprono una miriade di riflessioni e inquietanti domande sul futuro prossimo del nostro mondo e fin dove ci possiamo (o vogliamo?) spingerci per cambiarlo/migliorarlo...
Ma parliamo anche di quello che non mi è piaciuto? Allora:
- i cattivi son troppo standardizzati (cattivi in tutto e per tutto) ma, allo stesso tempo e in maniera quasi paradossale, troppo impreparati per essere degli ex militari ed approssimativi
- la prima parte del libro è tutta del coprotagonista Tim Jamieson, ma nella seconda ed ultima resta quasi in ombra rispetto al precipitare degli eventi (la pianificazione e l'assalto all'istituto).
Libro consigliatissimo e, per quanto mi riguarda, 5 stelle (su 5) più che meritate.
- Voto: (5 su 5)

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