mercoledì 13 novembre 2019

Recensione della penna stilografica Pilot Prera "Ocean Blue"


La Pilot Prera, della giapponese Pilot, è la classica penna stilografica "da battaglia", ossia studiata per un uso quotidiano ma che, allo stesso tempo, non disdegna di fare bella figura sulle nostre scrivanie. È disponibile in svariati colori (bianca, fucsia, verde, giallo, Slate Grey (una sorta di blu-grigio), Ocean Blue, marrone, avorio, ecc.) più una serie, detta "Clear Demonstrator", completamente trasparente con gli inserti in numerosi colori (nero, celeste, verde, arancione, blu, rosa e rosso). Quella che ho acquistato io è di color Ocean Blue, una bellissima tonalità di blue zaffiro... che poi, come già sapete se avete letto le altre mie precedenti recensioni, è il mio colore preferito (anche per quanto riguarda gli inchiostri).
Partiamo, come sempre, dal prezzo. Su Ebay è venduta a 35 euro... ma solo se vi rivolgerete a venditori nipponici; altrimenti, orientandosi su venditori italiani, europei o americani, il prezzo tenderà a lievitare un poco. Inoltre, considerate anche il fatto che alcuni fanno pagare anche le spese di spedizione e, in casi estremi, anche le spese doganali.


La confezione d'acquisto è semplicissima. La penna vi arriverà in un'elegante scatolino in plastica, con il coperchio trasparente (così da permettere di vedere l'interno). Nella confezione troviamo la Pilot Prera, una cartuccia proprietaria IC-50 con inchiostro di colore nero, un foglietto illustrativo e (nel caso lo abbiate acquistato) il converter Pilot Con-40. Come se non bastasse, nella confezione che ho ricevuto io, c'erano anche due piccoli "cadeau": il venditore giapponese presso cui ho acquistato la penna stilografica, infatti, ha aggiunto anche un simpatico origami ed una lettera (scritta a mano) di ringraziamento.
La peculiarità che salta subito all'occhio della Pilot Prera è data dalle sue dimensioni davvero ridotte (anche troppo, a dire il vero). Infatti, da chiusa (con il cappuccio calzato) misura  12,5 cm, da aperta 11... che diventano 15,50 se si calza il cappuccio nella parte posteriore. Il peso è di poco superiore ai 12 grammi, quasi 13. Da queste misure abbastanza risicate si capisce subito che chi ha mani grandi sarà costretto a calzare il cappuccio nella parte posteriore della penna per permettergli di "arrivare" a misure più ragionevoli.


Il corpo, dalla forma "troncata", è tutto in resina acrilica (uniche eccezioni sono le cromature del pennino, della clip e di alcuni anelli metallici). Il cappuccio è a pressione (un'ottima pressione direi) ed ha la "testa" metallica su cui è incastonata la clip (dura al punto giusto). Completa il cappuccio un piacevolissimo, dal punto di vista estetico, anello cromato. Poco sopra di questo anello sono stampate le diciture Prera e Pilot Japan. All'interno del cappuccio è presente un piccolo contenitore in resina bianco che, quando la penna è chiusa, ospita il pennino ed evita che secchi e, allo stesso tempo, lo preserva dalle cadute e dagli urti accidentali (con conseguente fuoriuscita di inchiostro).
Torniamo un attimo al corpo della penna. Alla sua estremità troviamo il finto fondello ed un anello metallico. Un altro anello metallico è posto, invece, subito prima dell'impugnatura.


Il pennino, lo stesso della Pilot 78G, è in acciaio e, pur essendo durissimo, non gratta in fase di scrittura. Su di esso sono riportati la scritta Japan Super Quality e la dicitura F (Fine). L'alimentatore è quello solito, in plastica. Io ho scelto un pennino di misura F: come tutti i pennini asiatici, questa misura scrive davvero sottilissimo, praticamente il tratto lasciato sul foglio ha le dimensioni di un capello (giudicate voi stessi guardando l'ultima mia foto in basso). Da quando sto usando questa penna il pennino si è sempre comportato bene: mai una macchia, mai una falsa partenza (anche lasciando la penna senza cappuccio per parecchio tempo) e mai un impuntamento.
Questa stilografica utilizza le cartucce proprietarie Pilot IC-50 (una, con inchiostro nero, è già disponibile nella confezione d'acquisto); in alternativa, se si vogliono usare gli inchiostri in boccetta/calamaio, è disponibile il converter Pilot Con-40 (però fate attenzione: non tutti i venditori lo inseriscono nella confezione d'acquisto... e, quindi, lo fanno pagare a parte). Per quanto mi riguarda, visto che io uso quasi sempre inchiostri Lamy o Pelikan Edelstein, ho scelto proprio quest'ultima soluzione. E devo dire che, anche se pecca dal punto di vista della quantità (molto risicata) di inchiostro che riesce a contenere, questo converter è davvero eccezionale; inoltre, al suo interno sono presenti tre piccole sferette in metallo che facilitano lo scorrimento dell'inchiostro, soprattutto quando si utilizzano quelli troppo "catramosi".


Come mio solito, chiudo questa recensione con la prova di scrittura... perciò, qui sotto, potete vedere due foto con un mio scritto: su mezzo foglio A4 della Pigna, utilizzando la Pilot Prera abbinata all'inchiostro Pelikan Edelstein Sapphire , ho scritto (oltre a realizzare una serie di ghirigori) l'incipit de "Il corso delle cose", il primissimo romanzo di Andrea Camilleri.


Consiglio questa Pilot Prera? Assolutamente sì però, se la vostra calligrafia non è piccolissima come quella del sottoscritto, orientatevi su un pennino M.

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