domenica 15 marzo 2020

Recensione dell'inchiostro J. Herbin Bleu des Profondeurs


Visto che, causa Coronavirus, dobbiamo restare a casa (e mi raccomando... RESTATE davvero a casa!), approfittiamone per curare i nostri interessi. I miei sono la lettura, la musica e, ovviamente, gli strumenti per la scrittura manuale: penne stilografiche, inchiostri e carte varie.
Oggi, quindi, ecco la mia recensione dell'inchiostro Bleu des Profondeurs della francese J. Herbin.
Partiamo, come sempre dal calamaio/boccetta e dalla sua particolarità.


Il calamaio (ma si trova anche in cartucce ad attacco standard), costa 8,50 euro, ha una capacità di 30 ml, è ed contenuto in una semplice scatolina di cartone quasi cubica. Una volta aperta questa scatolina, ecco il calamaio: è tutto in vetro (unico pezzo di plastica è il tappo) e, come dicevo prima, ha un'interessante caratteristica: sulla parte superiore, davanti all'apertura in cui si inserisce la stilografica, ha una sorta di "scalanatura" su cui poter appoggiare la penna. L'apertura è bella ampia e, perciò, è adatta anche a penne più grosse. Il tappo, sebbene sia in plastica, tiene molto bene.


Veniamo ora all'inchiostro.
Bleu des profondeurs è un blu notte molto bello: è abbastanza scuro (sembra un vero e proprio blu nero) e, di conseguenza, lo trovo molto adatto in situazioni formali: uffici e compilazione di documenti ed assegni. Da segnalare che non contiene conservanti.


Ha una piacevolissima ombreggiatura, scorre molto bene ed ha un ottimo flusso. E, dulcis in fundo, da quando lo sto usando (ininterrottamente da quasi un mese) sulle mie penne, tutte con pennini F ed EF, non ho mai avuto false partenze. Al massimo, ma non sempre, ho avuto l'impressione come di una scarsa lubrificazione (che comunque si aggiustava andando avanti nella scrittura).
I tempi di asciugatura sono eccezionali: quasi 5 secondi sulle comunissime carte da fotocopie... e questo vuol dire anche che difficilmente avremo il terribile effetto "trapasso" sull'altro lato del foglio. Altra cosa positiva il fatto di essere abbastanza resistente all'acqua: se colpito da acqua o altri liquidi, tutto quello che scriveremo con questo inchiostro sarà comunque ben visibile e facilmente leggibile.


Chiudo, come sempre, con la mia prova di scrittura: su un foglio di carta Rhodia (la più pregiata tra le carte), ed utilizzando sia l'inchiostro J. Herbin Bleu des Profondeurs e sia la mia ottima penna stilografica Lamy Al Star "Ocean Blue" con pennino F, ho fatto un po' di ghirigori ed ho scritto l'incipit de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien. Prova superata ed inchiostro promosso a pieni voti... che, quindi, entra a far parte dei miei inchiostri preferiti.


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