giovedì 30 aprile 2020

National Geographic Italia - maggio 2020

National Geographic Italia - maggio 2020

Vol. 45 - N. 5 (n. 268 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro

In copertina: La violinista Martina Monti suona nella camera anecoica dell'Università di Ferrara, probabilmente il luogo più silenzioso al mondo.

Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): I giorni del silenzio. Qualche tempo fa, mancavano pochi giorni a Pasqua, sono uscito di casa di prima mattina per buttare la spazzatura. Ancora insonnolito, sono arrivato a due passi dai cassonetti per poi guardarmi intorno smarrito. Era l'ora in cui sciami di ragazzini schiamazzano in mezzo alla strada diretti verso la vicina scuola media, le macchine suonano disperatamente il clacson e dai bar risuonano le voci di chi condivide un caffè prima di andare al lavoro. Quella mattina, invece, mi circondava un silenzio assordante. Un vuoto sonoro che mi ha disorientato e al tempo stesso ha attirato la mia attenzione. E d'altra parte chi come me ha qualche anno in più ricorderà uno spot televisivo di successo in cui per 30 secondi non si sentiva volare una mosca. Solo alla fine, quando ci si chiedeva come mai il televisore avesse improvvisamente smesso di funzionare, la voce fuori campo annunciava, mentre una tavolata di commensali gustava piattoni di pasta: "Silenzio, parla Agnesi". Frattanto quel silenzio aveva richiamato il nostro sguardo distratto sul televisore, decretando il trionfo del messaggio. Ce lo racconta in queste pagine Valerio Gualerzi, il nostro controverso, ambiguo rapporto con il silenzio, accompagnato dalle foto di Alessandro Gandolfi. Prova a spiegarci come lo interpreti la scienza e quanto sia importante nel tessuto delle relazioni umane, ricordandoci che per un gigante della musica come Miles Davis "le note non fanno che incorniciare il silenzio". E ci regala uno spunto di riflessione per questi giorni del nostro silenzio, a cui ripenseremo immersi (speriamo) nell'ordinario, adorabile frastuono della vita.

- Silenzio. Lo desideriamo, ma ci fa paura. La natura del silenzio è elusiva, e per la scienza non esiste.
- La comparsa degli insetti. Un declino drammatico che preoccupa gli scienziati, e il mondo.
- Crescere con l'autismo. Possiamo aiutare chi è affetto da questo disturbo a integrarsi appieno nella società?
- Autismo, i primi segni. In cerca di indizi per mitigare gli effetti del disturbo sin dai primi anni di vita.
- Movimento animale. Come gli animali hanno imparato a spostarsi a seconda della necessità.
- Sogno senza confini. Una coppia compra milioni di ettari di terra in America del Sud per creare aree protette.
- Fotodiario: ritratto della quarantena. In piena crisi da coronavirus, il fotografo Gabriele Galimberti ritrae i milanesi nelle loro case, a rigorosa distanza di sicurezza.
- Perché siamo presi dal panico? Il nostro cervello può andare in corto circuito quando si trova ad affrontare situazioni ignote che fanno paura.

mercoledì 29 aprile 2020

Nathan Never - Stazione spaziale internazionale


Nathan Never - Stazione spaziale internazionale

Data di uscita: 31 ottobre 2019
Tipologia: Cartonato, 22x29,7 cm, colore
Pagine: 144
ISBN: 9788869614248
Prezzo di copertina: 19 euro

Soggetto e sceneggiatura: Bepi Vigna
Disegni e copertina: Sergio Giardo
Colori: Romina Denti


Mentre Nathan Never è imbarcato sulla Conestoga, impegnato con i primi test sulla propulsione a curvatura, l'astronave viene investita da una "stringa di energia" e l'Agente Speciale Alfa si ritrova catapultato nel sistema solare del XXI secolo. Nella nostra epoca lo attende un incontro straordinario: quello con l'astronauta Luca Parmitano e i suoi colleghi della Stazione Spaziale Internazionale.
Un evento speciale, realizzato da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ed ESA (European Space Agency). Una storia a fumetti inedita, tutta a colori, accompagnata da ricchi contenuti extra dedicati alla lavorazione del volume e agli esperimenti italiani in programma nel corso della missione Beyond, oltre a un'intervista esclusiva a Luca Parmitano.

lunedì 27 aprile 2020

La classifica dei libri più venduti (di domenica 26 aprile 2020)

Questi i libri più venduti della settimana (fonte: "La Lettura", supplemento del Corriere della Sera di domenica 26 aprile 2020):

1. (n) Lyon Gamer: Le storie del mistero
2. (=) Alessandro Robecchi: I cerchi nell'acqua
3. (1) David Quammen: Spillover
4. (5) Stefania Auci: I leoni di Sicilia
5. (3) Gianrico Carofiglio: La misura del tempo
6. (=) J.K. Rowling: Harry Potter e la pietra filosofale
7. (r) Donato Carrisi: La casa delle voci
8. (4) Wilbur Smith e Tom Harper: Il fuoco della vendetta
9. (7) Elena Ferrante: Storia della bambina perduta
10. (8) Elena Ferrante: Storia di chi fugge e di chi resta

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sabato 25 aprile 2020

Collana "Zagor, Lo Spirito con la Scure", vol. 18: La falce del druido

Collana "Zagor, Lo Spirito con la Scure", vol. 18: La falce del druido

Kandrax è libero! Per evocare oscure divinità celtiche, si prepara a compiere un sacrificio umano...

Data di uscita: 24 aprile 2020
Pagine: 160
Figurine in allegato: 30, 100, 144, 154
Prezzo di copertina: 6,99 euro

In questo numero:
- Il mio Zagor. Il cerchio celtico (di Moreno Burattini)
- La falce del druido (1976). Testi di Guido Nolitta, disegni di Gallieno Ferri
- Il mondo di Zagor. La miniera della morte - prima parte
- Dagli archivi Bonelli

giovedì 23 aprile 2020

Breve recensione del regolabarba e tagliacapelli Braun MGK3221


Come prima cosa c'è da dire che, nonostante il periodo di emergenza che stiamo attraversando, il pacchetto è stato consegnato a tempo di record... quindi, complimenti ad Amazon ed al corriere per la loro serietà. Il tagliacapelli/regolabarba MGK3221 della Braun, venduto a poco meno di 40 euro, è qualcosa di assolutamente fantastico per un uso casalingo: leggerissimo, facilissimo da usare e con una buona autonomia.


Ma partiamo dalla confezione di vendita: al suo interno troviamo il tagliacapelli/regolabarba, il caricabatterie, 4 pettini, un rifinitore per naso e orecchie e la spazzolina per la pulizia generale. Non manca, ovviamente, il manuale d'istruzioni in più lingue (italiano compreso).
Il taglio della barba e dei capelli (o, almeno, quei pochi che mi son rimasti) viene effettuato con una precisione "chirurgica". Il funzionamento, come ho detto poc'anzi, è molto semplice: c'è un solo pulsante... e via! Le varie altezze del taglio (che si possono regolare premendo o alzando i pettini) sono ben 13. La barba la rasa in modo impeccabile indipendentemente se essa sia "trascurata" (1-2 mm), corta (0,5-10 mm) o lunga (da 11 a 20 mm); il taglio dei capelli, invece, va da 0,5 a 21 mm. Ottimo anche il rifinitore per naso ed orecchie.


Le lame (in acciaio inox) sono molto affilate, veloci nel taglio e, soprattutto, precise. La batteria ha un'autonomia di quasi un'ora e si ricarica in poco meno di 10 ore (un po' troppe, a dire il vero). Fatto non secondario: può essere usato anche sotto la doccia, visto che tutti gli accessori sono anche lavabili.


L'unico neo, ma giusto per essere pignoli, è il fatto che il tagliacapelli/tagliabarba non ha un indicatore di carica residua, ma abbiamo soltanto un singolo Led (di carica) posto direttamente sul caricabatterie.


Che altro dire? Se non abbiamo particolari esigenze si tratta di un prodotto molto valido visto che il suo lavoro lo fa, ed anche abbastanza bene.

domenica 19 aprile 2020

La classifica dei libri più venduti (di domenica 19 aprile 2020)

Questi i libri più venduti della settimana (fonte: "La Lettura", supplemento del Corriere della Sera di domenica 19 aprile 2020):

1. (3) David Quammen: Spillover
2. (=) Alessandro Robecchi: I cerchi nell'acqua
3. (4) Gianrico Carofiglio: La misura del tempo
4. (n) Wilbur Smith e Tom Harper: Il fuoco della vendetta
5. (9) Stefania Auci: I leoni di Sicilia
6. (r) J.K. Rowling: Harry Potter e la pietra filosofale
7. (6) Elena Ferrante: Storia della bambina perduta
8. (5) Elena Ferrante: Storia di chi fugge e di chi resta
9. (10) Michael Connelly: La fiamma nel buio
10. (1) Sylvia Browne e Lindsay Harrison: Profezie. Che cosa ci riserva il futuro

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venerdì 17 aprile 2020

Collana "Zagor, Lo Spirito con la Scure", vol. 17: Il sarcofago di cristallo

Collana "Zagor, Lo Spirito con la Scure", vol. 17: Il sarcofago di cristallo

Misteriosi fantasmi provenienti da un sanguinoso passato agitano il territorio di Stone-Hill...

Data di uscita: 17 aprile 2020
Pagine: 160
Figurine in allegato: 53, 87, 141, 199
Prezzo di copertina: 6,99 euro

In questo numero:
- Il mio Zagor. Zagor, Zenith Gigante e quei cinquantuno numeri che "Bballano"... (di Fabio Licari)
- Il sarcofago di cristallo (1976). Testi di Guido Nolitta, disegni di Gallieno Ferri
- Il mondo di Zagor. La valle dell'ultima opportunità - seconda parte
- Dagli archivi Bonelli

mercoledì 15 aprile 2020

[Recensione] Zero Zero Zero

Zero Zero Zero
di: Roberto Saviano

Formato: Kindle (787 KB)
Pagine: 450
Editore: Feltrinelli Editore (8 ottobre 2014)
ASIN: B00OHEDNAY
Data di acquisto: 26 giugno 2015
Letto dal 31 marzo al 15 aprile 2020 [abbandonato]

----- Sinossi -----
La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l'ha presa per svegliarsi stamattina o l'autista al volante dell'autobus che ti porta a casa, perché vuole fare gli straordinari senza sentire i crampi alla cervicale. Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio. Se non è il tuo capo, è la sua amante, a cui la regala lui al posto degli orecchini e meglio dei diamanti. Chi la usa è lì con te. È il poliziotto che sta per fermarti, il chirurgo che si sta svegliando ora per operare tua zia, l'avvocato da cui vai per divorziare. Il giudice che si pronuncerà sulla tua causa civile e non ritiene questo un vizio, ma solo un aiuto a godersi la vita. La cassiera che ti sta dando il biglietto della lotteria. Se non è lei, è il parroco da cui stai andando per la cresima, l'assessore che ha appena deliberato le nuove isole pedonali, il parcheggiatore che ormai sente l'allegria solo quando tira. Il ricercatore che sta seduto ora a destra del professore, il vigile urbano che suda moltissimo anche se è inverno, il lavavetri con gli occhi scavati. Tuo cognato che non è mai allegro o il ragazzo di tua figlia che invece lo è sempre. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire, la giornalista che ascolterai al telegiornale. Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso sei tu.

----- La mia (brevissima) recensione -----
Seguo sempre Roberto Saviano, sia in TV che su Repubblica, perchè lo reputo uno dei giornalisti più preparati in circolazione... però, se Gomorra mi era piaciuto tantissimo, non posso dire la stessa cosa di questo. Ho trovato Zero Zero Zero troppo "soporifero", pieno zeppo di troppi nomi e di troppi fatti da ricordare. Alla fine non ce l'ho fatta più... e mi sono arreso quando, sul Kindle, ero al 76% di pagine lette.
- Voto: (2 su 5)

Zagor Classic, albo n. 14: La strega della Palude Nera

Zagor Classic, albo n. 14: La strega della Palude Nera

Data di uscita: 14 aprile 2020
Pagine: 84
Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni e copertina: Gallieno Ferri
Colori: GFB Comics
Prezzo di copertina: 3,50 euro

A Darkwood Falco Nero, saggio capo della Tribù dei Corvi, chiede l'aiuto di Za-gor-te-nay per combattere la maledizione di Yaska, una vecchia strega che, stabilitasi nelle Grandi Paludi, pretende offerte da chi vi transita, uccidendo chiunque osi sfidarla. Lo Spirito con la Scure accetta l'incarico e, ignorando gli avvertimenti della megera, si trova presto a fare i conti con il suo letale aiutante Orik.

lunedì 13 aprile 2020

Recensione della penna stilografica Twsbi Diamond Mini


Brevissima mia recensione della Diamond Mini, la stilografica (quasi) tascabile della Twsbi.
Twsbi Diamond Mini ha un sistema di riempimento a pistone che garantisce un'ottima capacità di inchiostro (circa 1,3 ml)... niente male per una stilografica compatta. È realizzata quasi tutta in policarbonato, le uniche eccezioni sono il pennino, alcuni dettagli cromati e la clip.


Il corpo della penna è tutto sfaccettato (sembra fatto mettendo insieme tanti piccoli diamanti), in contrasto con il cappuccio completamente liscio. Il pennino è in acciaio inossidabile ed ha inciso il logo dell'azienda di Taiwan e la misura. Viene fornito in varie misure (le classiche e le calligrafiche); io ho scelto il solito pennino EF. E devo dire che per essere un Extra-Fine è una misura davvero "generosa" nel tratto di inchiostro che lascia sul foglio. E, francamente, non mi dispiace: sulla carta scorre che è una meraviglia!


Come per le sue sorelle maggiori, la 540 e la 580, anche questa può essere completamente smontata per eseguire il lavaggio e la pulizia (soprattutto per eliminare le tracce degli inchiostri più "ostici" o catramosi). Nella confezione di vendita troviamo, infatti, una piccola "chiave inglese" per svitare il pistone ed una minuscola boccettina di grasso siliconico per "ungerlo" (prima di rimetterlo al suo posto) in modo che possa scorrere senza resistenza. Non manca, infine, un piccolo fogliettino con le istruzioni fotografiche per effettuare le operazioni appena descritte.


Le dimensioni della Twsbi Diamond Mini sono: 11,70 cm da chiusa; 10,8 senza il cappuccio e 14,30 con il cappuccio calzato (ed avvitato) nella parte posteriore. Il peso, senza inchiostro è di appena 18 grammi. Perciò, come potete benissimo intuire da questi numeri, non è una penna dalle grandi dimensioni ma, allo stesso tempo e in modo quasi paradossale, è di grandi dimensioni per essere una penna tascabile vera e propria. Per farvi capire meglio quello che sto dicendo, ecco un paio di foto con il confronto tra la Twsbi Diamond Mini e la Kaweco Skyline Sport Classic... quest'ultima sì che è una penna tascabile in tutto.


La penna che ho acquistato io, al costo di 60 euro, è la versione "classic": quindi, è tutta trasparente con il cappuccio, il fondello e l'impugnatura di color nero. Sono presenti un paio di guarnizioni o-ring sia prima dell'impugnatura che prima dell'avvitatura del fondello: sono belli esteticamente e, soprattutto, garantiscono la "tenuta stagna": ossia, evitano che l'inchiostro fuoriesca dal corpo della penna.


La particolarità di questo modello di stilografica è, come ho detto prima, data dalle sue dimensioni ridotte (è la classica penna da mettere in tasca); per cui, nelle lunghe sessioni di scrittura sarà necessario che il cappuccio sia posto nella parte posteriore della penna, in modo da farle raggiungere dimensioni più accettabili. Ebbene, la parte posteriore della Twsbi Diamond Mini non solo "accoglie" il cappuccio ma, addirittura, per evitare che si sfili o cada ne permette anche l'avvitatura! L'unico neo a livello estetico (anche l'occhio vuole la sua parte), che comunque non pregiudica il tutto, è che clip e pennino, una volta che si è avvitato il cappuccio nella parte posteriore, non sono mai allineati. Peccato!


Sul cappuccio, a vite, è presente il solito logo "Twsbi". La clip è dura al punto giusto.
Il pistone, per riempire la penna con l'inchiostro preferito, funziona benissimo e, da quando sto usando questa penna, non ho mai avuto problemi di alcun genere.
Per quanto mi riguarda, questo è tutto quello che ho da dire sulla Twsbi Diamond Mini (e non penso di aver dimenticato niente)... quindi, vi lascio alla mia prova "su strada": su Carta Pigna quadrettata, ed usando l'inchiostro Lamy Black (uno dei miei preferiti), ho fatto un po' di schizzi, ghirigori vari e scritto una citazione di Giorgio Muggiani, pittore e socio fondatore della squadra di calcio dell'Inter.
Twsbi Diamond Mini promossa a pieni voti!


[clicca qui per tutte le altre recensioni di stilografiche, inchiostri ed altri strumenti di scrittura]

domenica 12 aprile 2020

La classifica dei libri più venduti (di domenica 12 aprile 2020)

Questi i libri più venduti della settimana (fonte: "La Lettura", supplemento del Corriere della Sera di domenica 12 aprile 2020):

1. (n) Sylvia Browne, Lindsay Harrison: Profezie. Che cosa ci riserva il futuro
2. (n) Alessandro Robecchi: I cerchi nell'acqua
3. (1) David Quammen: Spillover
4. (6) Gianrico Carofiglio: La misura del tempo
5. (2) Elena Ferrante: Storia di chi fugge e di chi resta
6. (5) Elena Ferrante: Storia della bambina perduta
7. (3) Donato Carrisi: La casa delle voci
8. (9) Elena Ferrante: Storia del nuovo cognome
9. (10) Stefania Auci: I leoni di Sicilia
10. (8) Michael Connelly: La fiamma nel buio

[classifica precedente]

venerdì 10 aprile 2020

Collana "Zagor, Lo Spirito con la Scure", vol. 16: Il regno di Guthrum

Collana "Zagor, Lo Spirito con la Scure", vol. 16: Il regno di Guthrum

Riemersi dalla nebbia del tempo, i feroci vikinghi terrorizzano le regioni del nord...

Data di uscita: 10 aprile 2020
Pagine: 160
Figurine in allegato: 1, 38, 66, 172
Prezzo di copertina: 6,99 euro

In questo numero:
- Il mio Zagor. Realtà e fantasia (di Moreno Burattini)
- Il regno di Guthrum (1970). Testi di Guido Nolitta, disegni di Gallieno Ferri e Franco Donatelli
- Follia omicida (1976). Testi di Guido Nolitta, disegni di Gallieno Ferri
- Il mondo di Zagor. La valle dell'ultima opportunità - prima parte
- Dagli archivi Bonelli

giovedì 9 aprile 2020

Recensione dell'inchiostro J. Herbin Bleu Nuit


Bleu Nuit è il secondo inchiostro di casa J. Herbin che provo. Il primo è stato il Bleu des Profondeurs... e, dopo entrambe le prove, posso benissimo affermare che il mio preferito resta il Bleu des Profondeurs.
Ma veniamo a noi e partiamo dalla boccetta/calamaio.


Anche il J. Herbin Bleu Nuit viene distribuito sia in cartucce ad attacco standard (le classiche Pelikan 4001) che in boccetta... e come già sapete, io preferisco questa soluzione perché voglio caricare le mie stilografiche direttamente con il converter. La boccetta J. Herbin, che costa 8,50 euro ed ha una capacità di 30 ml, è contenuta in una semplice scatolina di cartone quasi cubica. È tutta in vetro (solo il tappo è in plastica) ed una caratteristica molto sfruttata dal'azienda francese: sulla parte superiore, proprio davanti all'apertura in cui si inserisce la stilografica, ha una sorta di "scanalatura" su cui poter appoggiare la penna quando non si sta scrivendo. L'apertura è bella ampia e, dunque, è adatta anche alle penne più grosse. Il tappo, sebbene sia in plastica, tiene molto bene.


L'inchiostro ha uno shading (ombreggiatura) molto interessante, scorre abbastanza bene (ottimo il flusso, anche con pennini F o EF) e, soprattutto, non ha mai avuto false partenze. Al massimo, ma non sempre, ho notato una scarna lubrificazione in avvio di scrittura.
Perfetta, anzi ottima, la resistenza all'acqua. E questo vuol dire che è un inchiostro idoneo per essere usato su documenti ufficiali, in ufficio e su assegni.


Tuttavia, la nota stonata, arriva proprio dal colore. Il nome Bleu Nuit (Blu notte) lascerebbe intendere che si tratti di un blu scuro... invece non è proprio così! La tonalità è meno scura di quanto dovrebbe essere e, per giunta, si avvicina, donandogli un aspetto molto "vintage", leggermente all'indaco.


Come sempre, chiudo la mia recensione con la prova di scrittura. Su carta Rhodia, utilizzando l'inchiostro J. Herbin Beu Nuit in abbinamento alla penna stilografica Pilot Capless Vanishing Point con pennino F, ho realizzato un po' di schizzi, ghirigori vari ed ho scritto una citazione di Giorgio Muggiani, pittore e socio fondatore della squadra di calcio dell'Inter.


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domenica 5 aprile 2020

Recensione della penna stilografica Twsbi Go


La stilografica Twsbi Go è l'ultima nata in casa Twsbi; infatti, è stata introdotta sul mercato a fine estate 2018. E, senza fare tanti ed inutili giri di parole, lo dico subito: non mi è piaciuta più di tanto! Ma andiamo con ordine...


Partiamo dal prezzo: siamo intorno ai 25 euro. E da qui si capisce che, cercando di abbattere i costi, l'azienda di Taiwan ha preso il meglio delle sue stilografiche di punta (in particolar modo dalla Diamond 580) e lo ha convertito in plastica e resina trasparente... ecco, perciò, che nella Go gli unici componenti in metallo sono il pennino e la molla attorno al pistone (e di cui ci occuperemo tra poco). Comunque, nonostante tutta questa plastica la penna appare lo stesso molto robusta e massiccia nelle dimensioni.
La confezione di vendita è ridotta al minimo: troviamo solo un piccolo scatolino di cartone con, al suo interno, un altro scatolino di plastica che contiene soltanto la penna ed un piccolo foglietto illustrativo (su come caricare l'inchiostro).


La Twsbi Go è commercializzata in tre colorazioni semitrasparenti, in modo da avere l'interno completamente a vista: Smoke (grigio), Sapphire (blu zaffiro) e Clear (completamente trasparente). Ed io ho scelto proprio quest'ultima colorazione perché, in un modo ancora più enfatizzato rispetto alle altre due, permette di vedere tutto l'interno della penna (inchiostro, pistone e molla). Però, c'è da dire che con tutta questa trasparenza la penna assume quasi un aspetto "giocattoloso".
Diversamente dal solito, il pistone (che in tutti i modelli Twsbi è a vite) qui lo troviamo inserito in un meccanismo "a molla" (che Twsbi ha chiamato Spring Loaded Piston Filling): l'effetto è stupendo. Per riempire la penna di inchiostro, perciò, basterà immergerla nella boccetta/calamaio ed abbassare la molla... a questo punto, una volta tolto il dito dal piccolo bottoncino in alto, la molla farà alzare il pistone e, un po' come avviene nelle comuni siringhe, l'inchiostro verrà risucchiato all'interno della penna. Devo riconoscere che questa tecnica è molto efficace perché la quantità di inchiostro che si riesce a caricare è davvero notevole. Tuttavia, a causa dell'ampio diametro della Go (siamo a poco meno di 15 mm), si avranno non pochi problemi nell'usare quelle boccette che hanno un'apertura molto piccola (e penso subito alle boccette in plastica della Diamine).
Le altre misure della Twsbi Go sono: da chiusa misura 13,30 cm, che diventano 12,40 senza il cappuccio e 17,30 con il cappuccio calzano nella parte superiore. Il peso, senza inchiostro, si attesta sui 16 grammi.


Il cappuccio, anche lui mastodontico nelle dimensioni, non ha la clip per fissare la penna nei taschini delle giacche, ma solo un occhiello dove far passare un cordino o un anello portachiavi. All'interno del cappuccio, come in tante altre penne della Twsbi, troviamo l'ottimo contenitore in silicone per evitare che il pennino si secchi e, soprattutto, in caso di urti o cadute accidentali trattiene l'inchiostro che eventualmente fuoriesce dal pennino (evitandoci di sporcare mani, fogli ed abiti). Il cappuccio, infine, si chiude a scatto (si sente un buon "clic").


Il pennino, lo stesso degli altri modelli Twsbi, è in acciaio e scrive benissimo. Io, che di solito uso pennini F o EF, questa volta ho voluto provare quello Stub 1.1 e le sue prestazioni mi hanno positivamente impressionato.
Fin qui ho parlato molto bene della Twsbi Go, eppure, in apertura di recensione, ho detto che non mi ha entusiasmato. Ed ora chiarisco il motivo...
Tutto nasce dal design della penna e dalla sua impugnatura. La Twsbi Go, come detto prima, è esageratamente larga (ora capite perché non potrà entrare nei calamai con aperture piccole?) e, nelle lunghe sessioni di scrittura, tende a stancare la mano. La parte dell'impugnatura del pennino, ha un diametro di 10 mm, è tutta in resina morbida (silicone) e non è proprio un bel guardare: sembra il pezzo di un giocattolo!


Che altro dire? Per quello che costa potete anche comprarla e provarla... soprattutto se siete alle prime armi e, dopo le vostre prime penne con cartucce, finalmente volete provare l'ebrezza del pistone e della boccetta d'inchiostro.
Chiudo questa prova della Twsbi Go con la mia "prova su Strada": su carta Rhodia, ed usando l'inchiostro J. Herbin Bleu Nuit (di cui, nei prossimi giorni, pubblicherò la recensione), ho fatto alcuni schizzi ed ho scritto l'incipit de Il Dio del fiume di Wilbur Smith. Penna bocciata: scrive benissimo, per carità, ma è tutto quell'aspetto "da giocattolo" che non mi convince del tutto.