giovedì 27 agosto 2020

[RECENSIONE] Il teschio di cristallo

Il teschio di cristallo
di: Manda Scott
Formato: copertina flessibile
Pagine: 402
Editore: TEA (15 luglio 2010)
ISBN-13: 978-8850221950
Data di acquisto: regalo di Natale 2019
Letto dal 18 al 26 agosto 2020

----- Sinossi -----
Una leggenda maya narra dell'esistenza di tredici teschi di cristallo, creati dopo il diluvio che ha sommerso la mitica città di Atlantide. Nove destinati agli uomini, quattro al regno animale. Si dice che il 21 dicembre 2012, giorno in cui l'umanità si troverà ad affrontare l'abisso, le tredici pietre si riuniranno per dar vita al serpente piumato, Quetzalcoatl, lo spirito della Terra...
Parigi, 1556. Il medico inglese Cedric Owen mostra a Nostradamus un teschio di cristallo azzurro. Turbato, Nostradamus spiega all'uomo che quell'oggetto segnerà il suo destino: Owen dovrà andare nel Nuovo Mondo, scoprire i poteri del teschio, scriverli perché non vadano perduti, e infine nascondere l'oggetto, affinché torni alla luce nel momento propizio...
Inghilterra, 2007. Stella, una giovane speleologa, e suo marito Kit, professore a Cambridge, esplorando le grotte dello Yorkshire, ritrovano lo scheletro di un uomo con accanto un teschio di cristallo azzurro. I due scoprono che di quell'oggetto si parla in un antico manoscritto ornato da numerosi glifi maya che sembrano indicare un luogo, forse una data. Stella e Kit dovranno ripercorrere i cunicoli più oscuri della Storia per svelare un segreto che unisce un remoto passato a un futuro potenzialmente catastrofico per l'umanità...

----- L'incipit del libro -----
Ingleborough Fell, Yorkshire Dates, maggio 2007
Visto che si trattava del suo dono di nozze, fu Stella a uscire per prima dal cunicolo. Aveva coperto gli ultimi cinquanta metri strisciando faticosamente sulla pancia ed era sporca, fradicia e scossa da tremiti. Si muoveva lentamente, tenendo tesa la corda che, come un cordone ombelicale, la univa a Kit; prima saggiava con le mani la tenuta dei punti d'appoggio, poi si trascinava in avanti, senza uscire dal raggio di luce diffuso dalla torcia.
Sporse il volto nella vuota oscurità che aveva davanti a sé. Anche la caverna, come il cunicolo, era di pietra calcarea. Le mani inguantate della donna scivolavano sulla pietra, lisciata dal secolare e paziente scorrere dell'acqua. La torcia mostrava veli di umidità scintillante che scorreva su calcare piatto e ondulato. Al di là della macchia di luce gialla si trovava un territorio sconosciuto, mai mappato né esplorato, che, a quanto ne sapeva Stella, poteva tranquillamente essere uno scoglio o una cascata senza fondo o un piatto pavimento di roccia.

----- La mia (brevissima) recensione -----
"Era difficile dimenticare la passione che aveva provato fin dal primo momento per la pietra. Anche sott'acqua, gelata e prossima all'annegamento, era stata travolta da quel senso di ritorno a casa, di benvenuto. Le sembrava di aver concluso un patto, molto tempo prima, di averlo poi dimenticato e di cominciare solo allora a ricordarlo di nuovo. Nella sua mente quel sentimento così nitido aveva lasciato una traccia profonda".
Non mi ha entusiasmato per niente (in realtà, verso pagina 100 stavo anche per mollarlo)... Prima metà lenta e monotona, seconda in cui succede di tutto e di più.
- Voto: [2 su 5]

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