venerdì 8 gennaio 2021

National Geographic Italia - gennaio 2021

National Geographic Italia - gennaio 2021

Vol. 47 - N. 1 (n. 276 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro

In copertina: Dopo più di due mesi di distanziamento, Mary Grace Sileo, sua figlia Michelle Grant ed altri membri della famiglia hanno trovato il modo di abbracciarsi senza correre rischi: attraverso un telo di plastica steso appositamente in cortile a Wantagh, nello stato di New York. Fotografia di Al Bello

Dalla direttrice Susan Goldberg: Un anno che ricorderemo. Per descrivere il 2020 si possono usare molti superlativi, quasi tutti negativi. A molti ho sentito dire "il peggior anno di sempre", una valutazione soggettiva che ognuno farebbe in maniera diversa. Ma è stato senza dubbio un anno sfibrante, segnato dalla tragica conta dei morti da COVID-19, dalle dolorose battaglie razziali americane e da un ambiente politico fortemente diviso. In questo numero speciale abbiamo raccontato il 2020 attraverso il lavoro di alcuni dei fotografi più talentuosi al mondo. In 133 anni di storia, National Geographic non ha mai dedicato una retrospettiva come questa a un solo anno. Ma riteniamo che il 2020 lo richiedesse. Per certi versi, non è stato difficile realizzare questo numero. Nel 2020 abbiamo aggiunto oltre 1.700.000 immagini all'archivio di National Geographic, probabilmente meno del solito perché la pandemia ha reso più difficili i viaggi, ma pur sempre una grande ricchezza di materiale. La vera sfida è stata scremare quel materiale per arrivare a meno di 100 foto per la rivista cartacea, immagini che raccontassero nel modo più efficace possibile questo anno sconvolgente. Mentre sceglievamo le foto, sono emersi anche i temi impliciti del 2020. Quest'anno ci ha messo alla prova in molti modi, dal conteggio ancora in corso delle vittime della pandemia fino ai disastri che hanno afflitto il mondo: uragani, incendi, locuste. Ci ha isolati gli uni dagli altri: le scuole e gli uffici hanno chiuso, e ci siamo trovati dietro le nostre mascherine, socialmente distanziati persino dalle nostre famiglie. Ma è stato anche un anno che ci ha resi più forti, dopo che l'uccisione di George Floyd da parte della polizia ha dato vita negli USA a un movimento pressante e diversificato per chiedere giustizia sociale. Per chi la vuole vedere, nelle nostre immagini del 2020 c'è anche speranza... se non per adesso, per un futuro più luminoso. La vedo nella fotografia di Davide Bertuccio della coppia che si unisce in matrimonio, con la sposa velata dietro alla mascherina di pizzo bianco. Il 2020 non ci mancherà. E lo ricorderemo. Insieme, diamo il benvenuto al 2021. E un grazie sentito ai lettori di National Geographic.

Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): Ma non è stato il peggiore. I fotografi sono anime irrequiete. Parlo dei reporter, naturalmente. Sempre pronti a salire su un aereo (magari con solo i vestiti che hanno indosso, ma portandosi mezzo quintale di materiale fotografico) per documentare una crisi, una guerra, una carestia, o anche solo per raccontare una storia nuova, originale. E i fotografi di National Geographic non fanno eccezione, anzi. Nel 2020, però, costretti all'immobilità per le restrizioni internazionali sui viaggi, hanno dovuto ingegnarsi spesso a raccontare le storie che trovavano sotto casa, quando non dentro casa. L'emergenza dovuta alla pandemia di SARS-CoV-2 ha tenuto sotto scacco il mondo intero e ha occupato l'informazione senza interruzione. All'inizio il racconto è stato dominato dalle immagini del dramma umano dei pazienti confinati nei reparti di terapia intensiva e del personale sfiancato degli ospedali al collasso. L'immagine simbolo della prima ondata, quella che forse rimarrà impressa nella memoria collettiva, è la foto dei camion militari che a Bergamo portavano via le salme. Col tempo, poi, nella narrazione della pandemia è emersa la componente sociale, economica, culturale, il faticoso impegno individuale e collettivo di adeguarsi almeno temporaneamente alla nuova normalità, fatta di mascherine e distanziamento, di misure restrittive. Di attività commerciali che dovevano essere ripensate, reinventate. Inevitabilmente, le immagini che ci resteranno di questo 2020 saranno quelle della pandemia. Un evento planetario a cui siamo arrivati impreparati, che ha catalizzato attenzioni e preoccupazioni, che ha richiesto investimenti enormi in denaro ed energie, che abbiamo pagato con un pesante tributo in vite umane. Eppure no, il 2020 non è stato l'anno peggiore di sempre. È stato un anno in cui l'umanità è stata messa duramente alla prova, ma in cui ha reagito anche grazie a risorse e conoscenze che mai prima nella storia avevamo avuto a disposizione. E chissà che, grazie a vaccini sviluppati in tempi straordinariamente rapidi, nel 2021 potremo cominciare a metterci alle spalle questo incubo. Buon anno, allora, a tutti noi.

- Un anno per immagini. I fotografi di National Geographic sembrano dotati di un GPS interiore. Spinti da un'indomabile curiosità, esplorano il pianeta alla ricerca di nuove immagini da catturare e nuove storie da raccontare. Nel 2020 questo GPS ha portato Ruddy Roye sul fronte delle proteste razziali americane e David Guttenfelder sulle tracce della pandemia. E nonostante le tragedie e il caos di quest'anno, Anand Varma è riuscito a catturare rare meraviglie naturali, Hannah Reyes Morales a immortalare momenti di intima quiete e Diana Markosian a testimoniare il trionfo della volontà umana. Ora questi cinque fotografi rispondono a una domanda: come è stato essere un fotografo nel 2020?
- L'anno che ci ha messi alla prova. Il conteggio continuo dei morti da coronavirus, gli scontri per questioni razziali, gli incendi, gli uragani, le locuste... Quanto abbiamo dovuto sopportare in questo 2020? E quando finirà la sofferenza?
- L'anno che ci ha isolati. Un funerale senza parenti. Una visita familiare attraverso un vetro. Un aperitivo virtuale. In tutto il mondo, miliardi di persone si sono trovate separate dai propri cari e dal conforto umano.
- L'anno che ci ha resi più forti. Gli Stati Uniti sono stati colpiti duramente dalla pandemia, ma la voglia di cambiamento non è stata intaccata: le morti per mano della polizia hanno scatenato una richiesta di giustizia che ra dovuta da tempo.
- L'anno che ci ha dato speranza. Anche in tempi cupi, avvengono fatti straordinari. Gli scienziati fanno scoperte entusiasmanti, i movimenti ambientalisti e sociali vincono battaglie, e l'amore può trionfare.

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