domenica 3 settembre 2017

[Recensione] Il Silmarillion

Il Silmarillion
di: J.R.R. Tolkien

Formato: copertina flessibile
Pagine: 452
Editore: RL Libri - Superpocket (2002)
ISBN: 8846202473
Data di acquisto: -
Letto dal 27 agosto al 3 settembre 2017

----- Sinossi -----
Dalla Musica degli Ainur, con cui il mondo ebbe inizio, alla partenza dei Portatori di Anello dai Porti di Mithlond: le leggende narrate nel Silmarillion ci riportano alla Terra di Mezzo, nella Prima Età del Mondo, a un tempo molto più antico di quello che Tolkien ci ha descritto nel Signore degli Anelli. Sono quindi l'antecedente e la meravigliosa chiave interpretativa dell'epopea raccontata nella famosa trilogia. Iniziato nel 1917 ed elaborato dall'autore nel corso di tutta la vita, Il Silmarillion (pubblicato postumo dal figlio Christopher, nel 1977) ha un ruolo fondamentale nell'universo fantastico di Tolkien, è il tronco da cui tutte le sue opere narrative sono discese. È una grandiosa costruzione mitica imperniata sulla fondamentale antitesi tra amore per la bellezza suprema e volontà di dominio, tra "essere" e "avere", raccontata nel linguaggio, sublime e semplice insieme, che è proprio dell'antico epos. L'intensità epica e spirituale è il segreto della straordinaria attualità di Tolkien, portavoce di valori eterni e immutabili, profondamente connaturati al cuore dell'uomo, ai suoi sogni, alle sue speranze.

----- La mia recensione -----
"Esisteva Eru, l'Uno, che in Arda è chiamato Ilùvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Ilùvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s'accrescevano l'unisono e l'armonia [...]. Ora però Ilùvatar sedeva ad ascoltare, e a lungo gli parve che andasse bene, perché nella musica non erano pecche. Ma, col progredire del tema, nel cuore di Melkor sorse l’idea di inserire trovate frutto della propria immaginazione, che non erano in accordo con il tema di Ilùvatar, ed egli con ciò intendeva accrescere la potenza e la gloria della parte assegnatagli. A Melkor tra gli Ainur erano state concesse le massime doti di potenza e conoscenza, ed egli partecipava di tutti i doni dei suoi fratelli. Spesso se n'era andato da solo nei luoghi vuoti alla ricerca della Fiamma Imperitura, poiché grande era in lui il desiderio di porre in Essere cose sue proprie, e gli sembrava che Ilùvatar non tenesse da conto il Vuoto, e la vacuità di questo gli riusciva intollerabile. Ma il Fuoco non l'aveva trovato, poiché esso è con Ilùvatar. Standosene solo, aveva però preso a concepire pensieri suoi propri, diversi da quelli dei suoi fratelli".
Libro bellissimo e spettacolare (che qualcuno ha anche definito come la "Bibbia del mondo tolkeniano"). Si parla di tempi antichi e di fatti accaduti millenni prima di quelli narrati in Lo Hobbit e, soprattutto, in Il signore degli Anelli... anche se, alla fine, qualcosa viene comunque accennato.
Dato il gran numero di personaggi (e molti di loro si susseguono di generazione in generazione) e di luoghi presenti è stato un bene che, alla fine del libro stesso, siano state inserite una mappa ed alcune tabelle con le discendenze dei personaggi principali (nani, elfi e umani).
Lettura non facile, ma assolutamente necessaria per capire ed approfondire il fantastico e favoloso universo creato da Tolkien.
- voto: (5 su 5)

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