martedì 24 ottobre 2017

[Recensione] La soluzione sette per cento

La soluzione sette per cento
di: Nicholas Meyer

Titolo originale: The seven-per-cent soluzion
Formato: copertina rigida
Editore: Rizzoli (aprile 1976)
Data di acquisto: 1 settembre 2017
Letto dal 21 al 24 ottobre 2017

----- Sinossi -----
Quale ammiratore di Sherlock Holmes avrebbe potuto sperare di leggere una nuova impresa del suo eroe? Eppure è così: il grande investigatore si ripresenta al suo pubblico, ancora una volta per il tramite del suo cronista di sempre, il buon dottor Watson. Per di più Soluzione sette per cento non ci offrirà solo un'avventura eccezionale dell'uomo che ha fatto della giustizia lo scopo della sua vita, ma ci permetterà di scoprire, attraverso l'incontro con un altro uomo eccezionale, anche i segreti motivi di questa sua vocazione. Ma non basta; avremo anche la risposta ad altri interrogativi inquietanti: perché Sherlock Holmes si droga? perché prova una diffidenza istintiva verso le donne? perché vede nel Professor Moriarty il suo arcinemico, il genio del male? Tutti questi "perché" trovano una risposta definitiva in quest'opera che il dottor Watson si è deciso a scrivere negli ultimi anni della sua vita...

----- La mia recensione -----
"Ciò di cui il mondo ha disperatamente bisogno è il tempo. Se avesse tempo, forse l'umanità metterebbe con le spalle al muro quella terribile metà di se stessa che sembra non abbia altro intento se non quello di compiere inutili opere di distruzione e di devastazione".
Piacevole lettura (anzi rilettura) su un'indagine "non ufficiale" che ha visto protagonisti Sherlock Holmes e John Watson. Dico "non ufficiale" perché, e chi ha letto il libro lo saprà già, non è la solita avventura scritta da sir Arthur Conan Doyle ma si tratta, diciamo così, di un "omaggio", datato 1974, alle gesta di Holmes e Watson di Nicholas Meyer, autore anche di un paio di episodi di Star Trek e, soprattutto, del bellissimo film The Day After - Il giorno dopo.
Straordinario, divertente  (la folle corsa con il treno mi ha strappato più di un sorriso) e sorprendente il mondo in cui lo stesso Meyer ha preso spunto (e le citazioni non mancano) dai libri di Conan Doyle per costruire ed intessere questa nuova pseudo-trama sul celebre investigatore, sul suo fido assistente/amico e, soprattutto, su un nuovo ed illustre coprotagonista (l'unico realmente esistito) che avrà il delicato compito di salvare Sherlock Holmes dall'unico nemico in grado di sconfiggere il nostro eroe: la dipendenza dall'eroina. Ma evito di farne il nome per non rovinare la lettura a chi ancora deve avvicinarsi a questo romanzo. Da segnalare anche la presenza del professor Moriarty: l'arcinemico di Sherlock Holmes, però, in questo romanzo è diventato un docile professore di matematica in balia delle teorie "complottiste" dell'investigatore.
Infine, qualcosa mi ha fatto comunque storcere il naso: punto primo, va detto che il finale mi è sembrato talmente frettoloso che ho avuto la sensazione che Meyer o avesse finito le pagine a disposizione o non avesse proprio idea su come concludere la storia; punto secondo: tutti sappiamo che il nome di Watson è John, ma in alcuni passaggi Meyer lo ha chiamato "Jack". Svista troppo enorme per passare inosservata!
Un libro che mi sento assolutamente di consigliare agli amanti del genere e a quanti vogliono passare qualche serata di sana spensieratezza.
- Voto: (4 su 5)

Nessun commento:

Posta un commento