domenica 4 marzo 2018

National Geographic Italia: i numeri di marzo e aprile 2004

----- Marzo 2004 -----
- Cina, l'età ingrata. La più antica civiltà del mondo sembra in preda a una crisi di crescita tipica dell'adolescenza: uno sviluppo tumultuoso accompagnato da problemi mai affrontati prima. Nelle città l'aria e l'acqua sono pesantemente inquinate, la sicurezza sul lavoro è ignorata, il disboscamento provoca violente alluvioni. Oggi si cerca di correre ai ripari. E qualche cittadino osa persino sfidare il governo.
- La foresta pluviale di Rio. Prima dell'arrivo dei coloni portoghesi, la Foresta Atlantica del Brasile era un immenso mare verde, rifugio di migliaia di specie animali e vegetali. Poi in quella zona sono sorte megalopoli come Rio de Janeiro e San Paolo e piantagioni di canna da zucchero e caffè, che hanno ridotto la foresta a meno del 7% della sua superficie originaria. Oggi, i biologi della conservazione sperano di ripristinare questo scrigno di biodiversità. Ma è davvero possibile?
- Foche della Groenlandia. Per i pescatori, che temono la loro voracità, sono "lupi marini". Il movimento ambientalista le scelse per una storica campagna contro le pellicce, coronata dal successo. Eppure questi irresistibili mammiferi continuano a far discutere: da quando la caccia ai cuccioli è stata regolamentata, sono diventati troppi o sono ancora troppo pochi?
- Armenia. Per 3.000 anni, l'ex repubblica sovietica ha conosciuto ogni genere di calamità, alimentando una delle più massicce diaspore della storia: su sette milioni di armeni, quattro vivono all'estero. Oggi, come già tante volte nel corso della storia, questa nazione cerca la sua riscossa.
- Radio Savana. Cosa ci fa un meteorologo che si interessa di zoologia nella savana africana? Semplice: studia come i sistemi di comunicazione degli elefanti vengano influenzati dalle condizioni atmosferiche. I pachidermi, infatti, possono inviare messaggi a chilometri di distanza. Tempo permettendo, naturalmente.
- Profondo Nord. Un paesaggio forgiato dal ghiaccio e dal fuoco dove il tempo è scandito dal richiamo del lupo: nella valle del fiume Stikine, in Canada, la vita segue ritmi dimenticati. Ma la febbre dell'oro sta per riaccendersi: protagoniste, le grandi compagnie minerarie.
- Codice postale: Portland, Oregon. A un passo dal centro di questa cittadina, il più grande parco urbano degli Usa è frequentato da ciclisti e joggers, ma anche da 112 specie di uccelli e 62 di mammiferi.
- Grandangolo: I primi giorni di Pompei. Gli ultimi scavi eseguiti nel quartiere Regio VI di Pompei, a nord del foro, hanno messo in luce resti del VI secolo a.C., rivelando una città ellenistica che già nel III secolo a. C - ben prima della definitiva romanizzazione - era più estesa di quanto si credesse. Ma chi erano gli abitanti di quel primitivo insediamento? Ce lo racconta Eva Cantarella, una nota storica dell'antichità.

----- Aprile 2004 -----
- Mappa in allegato: Uccelli migratori
- Caccia ai tornado. Un'équipe di National Geographic all'inseguimento dei twisters che ogni anno imperversano sulle Grandi Pianure degli Stati Uniti. Un po' scienziati, un po' avventurieri, i "cacciatori di tornado" hanno il compito di raccogliere preziosi dati meteorologici avvicinandosi il più possibile alla tempesta, e uscendone vivi.
- Vortici italiani. Anche l'Italia ha il suo storico "corridoio dei tornado": è nel Salento, e i ricercatori lo stanno studiando. Più spesso, nel nostro Paese, preferiamo parlare di trombe d'aria, o di trombe marine; eppure, ogni volta che uno di questi eventi catastrofici si abbatte sulla terraferma, può provocare danni per milioni di euro. E col riscaldamento globale la situazione potrebbe peggiorare.
- Gru. Maestose ed eleganti, le gru, di cui oggi si contano 15 specie, migrano attraverso deserti, montagne e tundre, sorvolando decine di Paesi nei cinque continenti. Ma i loro fragili habitat, costituiti da aree umide e praterie, stanno scomparendo. Per salvare dall'estinzione queste creature uniche, un esercito di scienziati le aiuta a re-imparare le originali rotte migratorie, accompagnandole nel lungo viaggio.
- Johannesburg. A dieci anni dalla fine del regime dell'apartheid, la città simbolo del boom economico sudafricano è sempre una miniera d'oro, su cui pesa però una difficile eredità: i rapporti fra etnie sono ancora tesi, il tasso di criminalità è altissimo e la raggiunta libertà si è rivelata meno dolce del previsto. Riuscirà "Jo'burg" a sconfiggere le ombre del passato e le angosce del presente, e a guidare il continente africano verso il domani?
- Badlands. In inglese, il suo nome significa "terre cattive", anche se in realtà questa regione del South Dakota offre paesaggi spettacolari e unici al mondo. In queste terre sacre agli indiani Oglala Sioux pascolano bisonti, cavalli, cervi e molti altri animali, ma non solo: il Parco nazionale delle Badlands ospita anche un giacimento di fossili di mammiferi preistorici fra i più ricchi al mondo.
- Uomini e tigri. Nella remota Valle dell'Hukawng, nel Myanmar, la tigre ha regnato indisturbata fino a quando non sono arrivati cacciatori di frodo, rivoluzionari armati e cercatori d'oro. Ma grazie al progetto che prevede la creazione del più grande santuario di tigri al mondo, presto la valle potrebbe tornare allo splendore di una volta.

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