martedì 4 settembre 2018

[Recensione] Dio non è grande

Dio non è grande. Come la religione avvelena ogni cosa
di: Christopher Hitchens

Titolo originale: God is Not Great. How Religion Poisons Everything
Formato: copertina flessibile
Pagine: 271
Editore: Einaudi (12 giugno 2007)
ISBN-13: 978-8806183370
Data di acquisto: - [regalo di compleanno]
Letto dal 27 agosto al 4 settembre 2018

----- Sinossi -----
"La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell'ignoranza e degli altri". Questa la tesi da cui parte Dio non è grande.
Muovendosi tra l'analisi dei testi di fondazione delle grandi religioni (Bibbia e Corano sopra tutti) e la riflessione sull'attualità politica e sullo scontro di civiltà in atto, Hitchens costruisce un implacabile atto di accusa contro le follie cui l'uomo si abbandona nel nome di una fede: oscurantismo, superstizione, intolleranza, senso di colpa, terrore verso la sessualità, anti-secolarismo. Contro questi non-valori, e memore della grande tradizione laica anglosassone, Hitchens reclama un ritorno alle idee dell'illuminismo, intessendo un elogio arguto e a tratti commovente della ragione umana. Un saggio che senza mai rinunciare alle armi dell'ironia e del paradosso, costringe faziosamente il lettore a schierarsi.

----- L'incipt del libro -----
Se il futuro lettore di questo libro volesse andare oltre il disaccordo con l'autore e intendesse individuare i peccati e le deformità che l'hanno spinto a scrivere (e ho sistematicamente notato come coloro che fanno pubbliche dichiarazioni di carità, compassione e perdono siano spesso inclini a seguire tale corso di pensiero), beh, costui o costei non se la prenda con l'inconoscibile e ineffabile creatore che - presumibilmente - mi ha fatto così. Essi denigreranno il ricordo di una donna dabbene, semplice e sincera, di solida e rispettabile fede: il suo nome è Mrs Jean. Watts.

----- La mia recensione -----
"Si può affermare con certezza, e sulla loro stessa testimonianza, che i Vangeli non sono verità letterale. Infatti, molti dei «detti » e degli insegnamenti di Gesù sono un sentito dire di un sentito dire di un sentito dire".
Puoi anche aver ragione (e Hitchens ne ha moltissima) ma c'è modo e modo di dire le cose... se poi mentre le dici ti atteggi anche a "sapientone", ottieni soltanto l'effetto opposto e le tue idee vengono viste solo per quelle di un pazzo visionario e di un fondamentalista dell'ateismo intransigente.
In questo libro, come avrete certamente capito, Christopher Hitchens ci insegna come le religioni (in particolar modo il cristianesimo, l'ebraismo e l'islam) hanno opportunamente "manipolato" tutta la storia del genere umano, con il solo pretesto di "Dio lo vuole".
Il libro mi è piaciuto molto, lo sottoscrivo appieno e lo consiglio agli amanti del genere; ma, come ho detto poc'anzi, mi ha infastidito il tono con cui l'autore ha portato avanti i suoi concetti: ad ogni tema trattato ha fatto troppi salti da un discorso all'altro e, soprattutto, ha ostentato un'aria da borioso.
- Voto:  (3 su 5)

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