giovedì 31 gennaio 2019

[Recensione] La strada della violenza

La strada della violenza
di: Mauro Marcialis

Formato: copertina flessibile
Pagine: 369
Editore: Mondadori Colorado noir (7 novembre 2006)
ISBN-13: 978-8804561637
Data di acquisto: 6 febbraio 2018
Letto dal 26 al 31 gennaio 2019

----- Sinossi -----
Reggio Emilia è una città ordinata, tranquilla, civile. Reggio Emilia è un esempio, un modello. Reggio Emilia nasconde i suoi segreti: appalti truccati, speculazioni, droga, riciclaggio di denaro, prostituzione, vizio. Reggio Emilia ospita un mostro: due bambine sono state rapite, stuprate e uccise. Due uomini vengono coinvolti nelle indagini: Maurizio Ferri, un agente del Sisde che lavora sotto copertura, e Lorenzo Rollei, un maresciallo della Guardia di Finanza corrotto e devastato come la sua città. Ferri è in bilico, ha paura di non saper più distinguere il bene dal male, ha paura di perdere se stesso. Rollei ha già perso tutto. Due uomini lanciati in una corsa ossessiva alla ricerca della verità, una discesa all'inferno, nell'anima oscura di un intero paese.

----- L'incipt del libro -----
Riempivo buste e cartoni di roba.
Uscivo dai negozi senza passare dalla cassa. I gestori mi correvano dietro e mi stringevano la mano. "Grazie" dicevano. I clienti mi puntavano addosso il loro sguardo contrariato.
Non me ne fregava un cazzo.
Sorridevo, posando un pacco a terra per porgere la mano ai benefattori.
Vendevo verbali rigorosamente falsificati, per lo più regolari. Indirizzavo intuito, sapienza e fortuna verso operazioni finanziarie elusive.
Fotografavo, memorizzavo, approfondivo.
In cambio del contante appropriato, trascuravo, tralasciavo, camuffavo risultanze. Omettevo segnalazioni e contestazioni. Sequestravo piccole quantità di droga, CD musicali, film in DVD, giochi per PlayStation, sigarette senza bollini quando era in voga il contrabbando, capi d'abbigliamento e articoli di pelletteria contraffatti senza coinvolgere i compiacenti responsabili: balordi che nelle mie relazioni diventavano Ignoti.

----- La mia recensione -----
"All'epoca dei fatti, avevo una figlia di sei anni, Francesca, e chi mi rivolgeva la parola mi chiamava Lorenzo. Lorenzo Rollei: avventore abituale della bottega delle falsità. A quarant'anni e qualche ora di esistenza gli eventi suggerirono una scorciatoia sul tragitto della mia vita a termine. Io ancora non lo sapevo: arrivavo sempre in ritardo. Io ancora non lo sapevo: quanta forza ti può dare la disperazione".
Romanzo che colpisce come un pugno in un occhio... e fa male, tanto male! Ma è scritto davvero bene e, alla fin fine, è quello che conta.
La trama è tutto un crescendo di suspense ed emozioni (forti), a cui vanno aggiunti violenza, orrore, sesso, corruzione (a tutti i livelli), pedofilia e, tanto per non farci mancare niente, l'immancabile voglia di potere... a qualunque costo!
Ho scoperto tardi questo autore... ed è ora di colmare la mia lacuna!
- Voto: (4 su 5)

Nessun commento:

Posta un commento