martedì 26 febbraio 2019

[Recensione] On writing. Autobiografia di un mestiere

On writing. Autobiografia di un mestiere
di: Stephen King

Formato: copertina rigida
Pagine: 320
Editore: Sperling & Kupfer (19 gennaio 2001)
ISBN-13: 978-8820031015
Data di acquisto: 12 febbraio 2016
Letto dal 22 al 26 febbraio 2019

----- Sinossi -----
Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un'autobiografia del mestiere, in cui la storia personale e professionale di King si fondono totalmente. Il capitolo d'apertura, "Curriculum vitae" ripercorre gli anni della formazione attraverso i momenti di crescita fino al grande successo di Carrie. "La cassetta degli attrezzi" è invece una disincantata elencazione dei ferri del mestiere. "Sullo scrivere" illustra le fasi del racconto creativo fino all'approdo editoriale; infine "Sul vivere" racconta come l'autore abbia visto la morte da vicino dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto e come, grazie alla scrittura, sia tornato alla vita.

----- L'incipit del libro -----
Sono rimasto molto colpito dall'autobiografia di Mary Karr, The Liars' Club. Non solo per la sua ferocia, la sua bellezza e la deliziosa padronanza del linguaggio vernacolare dell'autrice, ma per la sua totalità. Mary è una donna che dei suoi primi anni di vita ricorda tutto.
Io non sono così. Ho vissuto un'infanzia anomala, convulsa, cresciuto da una madre single che durante i miei primi anni condusse un'esistenza nomade e che (ma di questo non sono del tutto sicuro) affidò per un po' me e mio fratello a una zia perché era, in quel periodo, economicamente o emotivamente incapace di accudirci. Forse stava solo inseguendo mio padre, che accumulò una montagna di conti in sospeso e prese il largo quando io avevo due anni e mio fratello David quattro.
Se così fu, le sue ricerche non ebbero successo. Mia madre, Nellie Ruth Pillsbury King, fu una delle prime donne statunitensi liberate, ma non per sua scelta.

----- La mia recensione -----
"Scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta. In altre parole, ciò che scrivi comincia come una cosa tutta tua, ma poi deve uscire. Dopo che hai ben capito che storia è e la scrivi nella maniera giusta, o comunque al meglio di cui sei capace, appartiene a chiunque abbia voglia di leggerla. O criticarla".
Non amando i manuali (reminiscenze scolastico-elettroniche non proprio piacevoli!), ho comprato questo libro soltanto per pura curiosità e per conoscere meglio non lo scrittore Stephen King, ma la persona dietro lo scrittore, il suo modo di scrivere e, in particolare, come egli riesca a "creare" i suoi romanzi.
On writing è un saggio a metà strada tra un'autobiografia ed un manuale di scrittura. La prima parte del libro (relativa alla sua infanzia ed alla sua vita professionale prima di diventare uno scrittore a tempo pieno) è godibilissima. La seconda è lentissima, noiosa e ridondante (ripeto: non mi piacciono i manuali!); e comunque: vabbè che sei uno scrittore ricco e famoso ma, addirittura, atteggiarsi a professorone e volerci insegnare come si scrive un libro mi sembra un po' troppo...
La terza ed ultima parte, molto breve e che in un certo senso si riallaccia (per completarlo) al discorso iniziato nella prima, tratta il periodo in cui Stephen King ebbe il bruttissimo incidente del 1999 (quando venne investito in pieno da un minivan). Questa è la parte del libro che preferisco: King parla dell'incidente, dei primi tempi post incidente e del relativo periodo di riabilitazione in modo talmente dettagliato (e, a volte, anche in modo ironico) che sembra di leggere uno dei suoi romanzi.
- Voto: (3 su 5)

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