domenica 3 marzo 2019

Recensione della penna stilografica Pilot Prera


La Pilot Prera, della giapponese Pilot, è la classica penna stilografica "da battaglia", ossia studiata per un uso quotidiano ma che, allo stesso tempo, non disdegna di fare bella figura sulle nostre scrivanie. È disponibile in svariati colori (bianca, fucsia, verde, giallo, blu/grigio, marrone, avorio, ecc.) più una serie, detta "Clear Demonstrator", completamente trasparente con gli inserti in numerosi colori: nero, celeste, verde, arancione, blu, rosa e rosso. Quella che ho acquistato io appartiene proprio a questa categoria: è trasparente con gli inserti (cappuccio e fondello) di un grazioso colore blu tendente al violetto.
Partiamo, come sempre, dal prezzo. Su Ebay (ma anche su Amazon) è venduta a 45 euro più spese di spedizione. Cercando bene su Internet (su siti esteri, soprattutto giapponesi), è possibile trovarla anche ad un prezzo inferiore... ma, in questo caso, con una notevole "lievitazione" delle spese di spedizione e dei tempi di consegna.


La confezione d'acquisto è semplicissima. La penna vi arriverà in un'elegante scatolino in plastica, con il coperchio trasparente (così da permettere di vedere l'interno). Nella confezione troviamo la Pilot Prera, una cartuccia proprietaria IC-50 con inchiostro di colore nero, un foglietto illustrativo e (nel caso lo abbiate acquistato) il converter Pilot Con-40.


La peculiarità che salta subito all'occhio della Pilot Prera è data dalle sue dimensioni davvero ridotte (anche troppo, a dire il vero). Infatti, da chiusa (con il cappuccio calzato) misura  12,5 cm, da aperta 11... che diventano 15,50 se si calza il cappuccio nella parte posteriore. Il peso è di poco superiore ai 12 grammi, quasi 13. Da queste misure abbastanza risicate si capisce subito che chi ha mani grandi sarà costretto a calzare il cappuccio nella parte posteriore della penna per permettergli di "arrivare" a misure più ragionevoli.


Il corpo, dalla forma "troncata" è tutto in resina acrilica (uniche eccezioni sono le cromature del pennino, della clip e di alcuni anelli metallici). Il cappuccio è a pressione (un'ottima pressione direi) ed ha la "testa" metallica su cui è incastonata la clip (abbastanza dura). Completano il cappuccio un inserto blu ed un piacevolissimo, dal punto di vista estetico, anello cromato. Poco sopra di questo anello sono stampate le diciture Prera e Pilot Japan. All'interno del cappuccio è presente un piccolo contenitore in resina che, quando la penna è chiusa, ospita il pennino ed evita che secchi e, allo stesso tempo, lo preserva dalle cadute e dagli urti accidentali (con conseguente fuoriuscita di inchiostro).
Torniamo un attimo al corpo della penna. Alla sua estremità troviamo il fondello colorato (nel mio caso è blu) ed un anello metallico. Un altro anello metallico è posto, invece, subito prima dell'impugnatura.


Il pennino, lo stesso della Pilot 78G, è in acciaio e, pur essendo durissimo, non gratta in fase di scrittura). Su di esso sono riportati la scritta Japan Super Quality e la dicitura F (Fine). L'alimentatore è quello solito, in plastica. Io ho scelto un pennino di misura F: come tutti i pennini asiatici, questa misura scrive davvero sottilissimo, praticamente il tratto lasciato sul foglio ha le dimensioni di un capello (giudicate voi stessi guardando l'ultima mia foto in basso). Da quando sto usando questa penna il pennino si è sempre comportato bene: mai una macchia, mai una falsa partenza (anche lasciando la penna senza cappuccio per parecchio tempo) e mai un impuntamento.


Questa stilografica utilizza o le cartucce proprietarie Pilot IC-50 (una è già disponibile nella confezione d'acquisto); in alternativa, se si vogliono usare gli inchiostri in bottiglia di altre marche, è disponibile il converter Pilot Con-40 (però fate attenzione perché non tutti i venditori lo inseriscono nella confezione d'acquisto... e, quindi, lo fanno pagare a parte). Per quanto mi riguarda, visto che io uso quasi sempre inchiostri Lamy o Pelikan Edelstein, ho scelto proprio quest'ultima soluzione. E devo dire che, anche se pecca dal punto di vista della quantità (molto risicata) di inchiostro che riesce a contenere, questo converter è davvero eccezionale; inoltre, al suo interno sono presenti tre piccole sferette in metallo che facilitano lo scorrimento dell'inchiostro, soprattutto quando si utilizzano quelli troppo "catramosi".


Come mio solito, chiudo questa recensione con la prova di scrittura perciò, qui sotto, potete vedere due foto con un mio scritto (su foglio A5 della Pigna, utilizzando la Pilot Prera abbinata all'inchiostro Lamy Black, ho scritto l'incipit della "Divina Commedia" più alcuni scarabocchi):


Consiglio questa Pilot Prera? Assolutamente sì... però, diversamente dal sottoscritto, prendete quella con misura di pennino M.

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