giovedì 4 luglio 2019

National Geographic Italia: i numeri di giugno e luglio 2019

---------- Giugno 2019 ----------
Vol. 43 - N. 6 (n. 257 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro
In copertina: Un barcone carico di migranti fotografato dall'elicottero al largo della costa libica il 7 giugno del 2014. Fotografia di Massimo Sestini.
Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): Il grande viaggio. Sono quasi 70 milioni nel mondo, secondo i dati dell'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, le persone che hanno abbandonato la loro abitazione. Di queste, 40 milioni sono sfollati nel Paese di provenienza. Altri 25,4 milioni sono rifugiati, più 3,1 milioni di richiedenti asilo. L'85% è ospitato in Paesi in via di sviluppo. Dei rifugiati, tre su cinque provengono da Sud Sudan, Afghanistan e Siria. Ce n'era una manciata sul barcone che il 7 giugno 2014, mentre attraversava il Mediterraneo diretto verso l'Europa, fu sorvolato da un elicottero della Marina militare italiana con a bordo Massimo Sestini. La foto che ne è uscita, che vi riproponiamo in apertura del servizio di copertina, ha fatto il giro del mondo, diventando una delle testimonianze più intense di questi viaggi della speranza. Ma Sestini ha voluto fare di più. Con il supporto del team Tv di National Geographic, che ha abbracciato il progetto con entusiasmo e ostinazione, è andato in cerca dei migranti che si trovavano su quel barcone per raccontarne la storia. E dopo una lunga ricerca, anche attraverso appelli sui social network e sui media internazionali, alcuni di quei volti si sono prestati di nuovo a farsi ritrarre, nelle loro nuove case, in giro per l'Europa, dall'Italia alla Francia, alla Germania. È Fabrizio Gatti, inviato dell'Espresso che ha voluto provare in prima persona l'esperienza di migrante, a raccontarci le loro storie in queste pagine. E il 20 giugno, sul canale tv di National Geographic, li troverete protagonisti del documentario di Jesus Garcés Lambert "Where are you? Dimmi dove sei". Vi diranno del loro viaggio, delle loro paure, della traversata e delle torture. Vi diranno di quanto sia preziosa e dolce la libertà.
- Dimmi dove sei. Nel giugno del 2014 il fotografo Massimo Sestini catturava un'immagine di un barcone sovraccarico destinata a diventare simbolo della migrazione nel Mediterraneo. Oggi alcuni dei protagonisti di quella fotografia possono raccontare la loro storia.
- Turismo faunistico. È un aspetto molto remunerativo dell'industria del turismo globale, alimentato dai social media e dalla smania di farsi fotografare in compagnia di animali esotici. Ma spesso i turisti non sono consapevoli dei maltrattamenti subiti dagli animali.
- Pangolini, vittime predestinate. Cacciati per la carne e per le squame i pangolini sono tra i mammiferi più bizzarri al mondo. Siamo ancora in tempo per salvarli?
- Sargassi. Le alghe che alimentano la biodiversità marina.
- Fotodiario: La storia nella sabbia. Il fotografo David Burnett ritrae, da decenni, le spiagge della Normandia per immortalare un luogo legato indissolubilmente alla guerra.
- Nel regno dei relitti. Su un atollo corallino in mezzo all'oceano, il fotografo Thomas P. Peschak scopre un paradiso primordiale, dove anche lui è parte dell'ecosistema.


---------- Luglio 2019 ----------
Vol. 44 - N. 1 (n. 258 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro
In copertina: Questa foto, intitolata Earthrise (il sorgere della Terra) è stata scattata dall'astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 in orbita lunare. Una copia della pellicola originale è conservata al Johnson Space Center di Houston. Fotografia di Dan Winters.
Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): Una nuova era spaziale. "Abbiamo deciso di andare sulla Luna. Abbiamo deciso di andare sulla Luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite...". Era il 12 settembre 1962 quando John Fitzgerald Kennedy, presidente degli Stati Uniti, pronunciava il suo storico discorso alla Rice University di Houston, Texas, pochi mesi dopo che il tenente colonnello John Glenn aveva compiuto tre orbite intorno alla Terra a bordo della capsula Friendship 7, parte della missione Mercury-Atlas 6. Gli Stati Uniti avevano cinque anni di ritardo rispetto ai rivali dell'Unione Sovietica, che avevano mandato nello spazio Yuri Gagarin nel 1957. E nello scenario della Guerra fredda quel divario incolmabile, all'apparenza, era inaccettabile agli occhi degli americani. Fu così che Kennedy decise di investire tutta la credibilità del paese nella NASA, con uno sforzo che sarebbe costato denaro, fatica e vite umane. Come quelle di Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee, gli astronauti morti nel rogo dell'Apollo 1 il 27 gennaio 1967. Quella sfida ebbe fine la notte del 20 luglio 1969, quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede per primi sul suolo lunare. Tre anni più tardi, con la missione Apollo 17, si sarebbe concluso il programma Apollo. La scommessa era vinta, era sotto gli occhi di tutti. Dodici uomini, dodici astronauti statunitensi, avevano fatto visita al nostro satellite, in un'epica avventura che ha lasciato una traccia indelebile nella storia dell'esplorazione umana dello spazio. Ma quell'evento ha segnato solo l'inizio del nostro viaggio. Una nuova era spaziale è alle porte.
- Luna: conto alla rovescia. Cinquant'anni fa mettemmo piede sulla Luna per la prima volta. Storia e conseguenze della corsa allo spazio.
- Spazio. Che cosa ci aspetta? Esplorazione e business, ecco la corsa allo spazio del futuro.
- Il mare alla fine del mondo. Il progetto Pristine Seas di National Geographic ha contribuito a istituire aree marine protette in tutto il mondo. Questa nuova spedizione mira a proteggere le acque tanto remote quanto ricche di vita al largo della Patagonia argentina.
- Sul filo del rasoio. Quanto resisterà un paese relativamente pacifico come il Niger al centro del caos dell'Africa Occidentale?
- A spasso con i Borgia. Le vicende di una casata leggendaria a 500 anni dalla morte di Lucrezia.
- Fotodiario: Mondi alcolici. Il fondo di un bicchiere di scotch può dar vita ad immagini di mondi celestiali.
- L'altra metà dello spazio. Dal punto di vista fisico e psicologico, le donne sono più adatte ad affrontare lunghe missioni spaziali.

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