sabato 21 settembre 2019

National Geographic Italia: i numeri di agosto e settembre 2019

---------- Agosto 2019 (numero speciale)----------
Vol. 44 - N. 2 (n. 259 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro
In copertina: Migliaia di rifugiati rohingya in fuga dal Myanmar attraversano il confine con il Bangladesh vicino al villaggio di Anzuman Para. Fotografia di Roger Arnold, Unhcr
Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): Il motore dell'umanità. Alla fine di giugno, mentre stavamo tutti con lo sguardo fisso verso Lampedusa, dove si succedevano gli sbarchi di migranti e si consumava il braccio di ferro tra il ministro dell'Interno e le organizzazioni non governative, altri dati certificavano un fenomeno ormai noto: la popolazione italiana è in calo, complice un'emigrazione che dal 2015 al 2018 ha visto almeno 140.000 persone all'anno lasciare il Paese. Questo numero di National Geographic parla di spostamenti di massa di esseri umani. Migrazioni, in breve, vale a dire quell'inarrestabile impulso al cambiamento che circa 70.000 anni fa ha spinto una specie curiosa e intraprendente a colonizzare l'intero pianeta, partendo dalle savane dell'Africa Orientale. A dire il vero ci avevano provato anche prima, i nostri antenati, come testimoniano i molti ritrovamenti di specie arcaiche di Homo in Europa e in Asia. Ma anche l'ultima attribuzione a H. sapiens di un reperto risalente a 210.000 anni fa e scoperto nella grotta di Apidima, nel Peloponneso. Le migrazioni sono il motore che ha fatto di noi ciò che siamo. Come quando scopriamo che noi europei siamo figli di ripetute ondate migratorie da altre parti del mondo, qualunque ne fosse la ragione. L'ultima, dalle steppe russe, avvenuta intorno a 5.000 fa, ha portato alla sostituzione di quasi tutti gli abitanti della parte occidentale del continente. Per tornare ai giorni nostri, nel 2017 erano 258 milioni le persone costrette a lasciare il loro Paese d'origine. A volte in fuga dalla guerra, a volte dalla fame, o solo in cerca di una vita migliore.
- In cammino con i migranti. Sulle tracce delle prime migrazioni umane, l'autore Paul Salopek riflette sui grandi esodi di oggi.
- Nati senza patria. Tra i figli apolidi dei rifugiati rohingya, nati nel campo profughi più grande del mondo.
- Le origini degli europei. Da dove vengono gli europei di oggi? La genetica rivela le nostre molteplici origini, con qualche sorpresa.
- Fuga in Europa. Oggi gli emigrati italiani sono più numerosi degli immigrati, e quasi tutti si trasferiscono in altri paesi europei.
- Lasciare l'Africa. Il rischioso tragitto tra Nordafrica e Spagna.

- Ritratti dal confine. I volti di Tijuana.
- Dalai Lama, la speranza non muore. Il monaco racconta la sua fuga dal Tibet.
- Fotodiario: Roma, Bangladesh. L'indagine del fotografo Paolo Patrizi sulla comunità bengalese, tra le più numerose della capitale.
- La pace è sul fiume. Dopo anni in prima linea nelle zone più difficili dell'Africa, il fotografo Pete Muller trova serenità andando a pesca nei lussireggianti altopiani del Kenya.

---------- Settembre 2019 ----------
Vol. 44 - N. 3 (n. 260 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro
In copertina: Questa mappa mostra l'estensione del ghiaccio marino artico nel settembre 2012, quando si è raggiunto il livello minimo registrato dal 1979, anno in cui si cominciò a monitorarne l'estensione. Fotografia di National Snow and Ice Data Center.
Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): Succede qui e ora, undici miliardi di tonnellate. È la quantità di ghiaccio della Groenlandia che si è fusa, finendo nelle acque dell'Atlantico, in un solo giorno, il 1° agosto. Ma non è stato un evento isolato, tanto che Ruth Mottram, glaciologa e climatologa del Servizio meteorologico danese, ha laconicamente commentato su Twitter: "La calotta della Groenlandia inizia agosto come aveva finito luglio", mese in cui la fusione ha fatto sparire 197 miliardi di tonnellate di ghiaccio. D'altra parte già alla fine della primavera si era consumato un allarmante antipasto di quello che sarebbe accaduto nei mesi successivi. Il 12 giugno le stazioni meteo dell'Artide hanno fatto registrare temperature fino a 22 gradi sopra la media stagionale. E secondo i dati del National Snow and Ice Data Center, la fusione ha coinvolto il 40% del ghiaccio superficiale: quattro volte la media del periodo. Stessa musica in Alaska, dove il disgelo dello strato superficiale di terreno causava un'erosione che ha minacciato diversi villaggi. Nel frattempo in Siberia divampavano centinaia di incendi, che nel momento in cui scrivo queste righe interessano ancora un'area più vasta della Sardegna. Questa serie di eventi estremi ha allertato i climatologi perché potrebbe anticipare la fusione del permafrost, con il rilascio in atmosfera di miliardi di tonnellate di carbonio intrappolate nel terreno. Carbonio che andrebbe ad alimentare ulteriormente l'effetto serra e dunque la temperatura del pianeta. I climatologi avevano previsto che questi fenomeni sarebbero accaduti, ma intorno al 2070. Invece sta succedendo qui, e ora.
- La minaccia nascosta. Il permafrost artico fonde più rapidamente del previsto, rilasciando gas serra che potrebbero accelerare il cambiamento climatico.
- La sfida dell'Artide. Diversi paesi si contendono l'accesso a risorse e rotte artiche finora inaccessibili.
- Naufragi misteriosi. Nel 1845 la spedizione  Franklin partì alla ricerca del Passaggio a Nord-Ovest. Delle navi, e dei loro equipaggi, non si seppe più nulla.
- Occhi sul ghiaccio. In Groenlandia una comunità di ricercatori è dedicata allo studio dei mutamenti climatici dell'Artide.
- Solo con i lupi. Un incontro da brivido con un gruppo di lupi artici, tra i predatori più adattabili al mondo.
- Sul ghiaccio sottile. Il ghiaccio su cui vivono si assottiglia, e gli Inuit cercano di insegnare ai giovani a sopravvivere, e a non perdere le tradizioni.

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