martedì 17 settembre 2019

[Recensione] L'acchiappasogni

L'acchiappasogni
di: Stephen King

Titolo originale: Dreamcatcher
Formato: mobi (875 KB)
Pagine: 616
Editore: Sperling & Kupfer (4 giugno 2013)
ASIN: B00D4EKH0C
Data di acquisto: 9 settembre 2014
Letto dal 4 al 17 settembre 2019

----- Sinossi -----
Amici fin dall'infanzia, Henry, Jonesy, Beav e Pete hanno preso da adulti strade diverse, ma non rinunciano al loro appuntamento annuale nel Maine, là nella baita dove ondeggia quel curioso oggetto indiano chiamato acchiappasogni. Ma stavolta li aspetta una brutta avventura: il cielo preannuncia una tempesta di neve e nel folto si aggira qualcuno (o qualcosa) che amerebbe tanto abitare sulla Terra. E quando si scatena la bufera... L'orrore è davvero senza nome? O esiste nel momento in cui noi gliene diamo uno?

----- L'incipit del libro -----
Smag. Era diventato il loro motto, e Jonesy proprio non si ricordava chi di loro avesse cominciato a dirlo per primo. "Render pan per focaccia è una stronzata" era stata una sua creazione. "Fanculo, Freddy" e un'altra serie di oscenità ben più colorite erano un parto di Beaver. Henry era stato quello che aveva imposto "Tutto andrà come vorrà", il genere di cazzata zen che piaceva a lui, fin da quando erano bambini. Ma che dire di Smag? chi aveva avuto quella pensata?
Poco importava. Ciò che contava è che avevano creduto alla prima metà della sigla quando erano un quartetto e a tutta quand'erano in cinque, e poi alla seconda metà quando erano ridiventati quattro. Fu allora che i tempi divennero più cupi. Le giornate "Fanculo, Freddy" si fecero più frequenti. Se ne rendevano conto senza sapere il perché. Sapevano che qualcosa non tornava - o perlomeno che c'era c'era qualcosa di diverso - ma non capivano esattamente che cosa. Sapevano di essere intrappolati, ma non in che modo. E tutto questo molto prima delle luci nel cielo. Prima di McCaarthy e Becky Shue.
Smag: talvolta è solo un modo di dire. E talvolta non credi in nulla al di fuori dell'oscurità. E allora come procedi?

----- La mia recensione -----
"Qui non mi perdo così come non mi perderei nella mia camera da letto. E neppure devo frugare alla ricerca di quel che mi occorre. Questo posto mi appartiene. Benvenuto nella tua testa, ragazzo mio".
Scritto in un periodo delicato della sua vita (aveva appena iniziato la riabilitazione dopo aver rischiato di morire in seguito all'investimento da parte un camioncino), L'acchiappasogni non è certamente uno dei romanzi più riusciti di Stephen King.
È vero che ritroviamo sia luoghi (Derry, Castle Rock...) presenti in gran parte delle opere dello scrittore, e sia fatti e situazioni già note ai lettori (i ragazzini che spariscono, Pennywise, la tempesta del secolo...), ma è tutta la storia che è sviluppata male e, quel che è peggio, con alcuni passaggi che sono molto prolissi e di una noia mortale.
L'unica cosa che salvo di questo romanzo è la figura di Duddits, e come egli faccia da collante (da "acchiappasogni", appunto) per le storie dei suoi quattro coraggiosi amici.
- Voto: (3 su 5)

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