mercoledì 25 dicembre 2019

Recensione dell'inchiostro Pilot Namiki Black


Chi mi conosce o, comunque, segue le mie recensioni su penne stilografiche ed inchiostri, sa già che io ho una predilezione per le penne giapponesi Pilot ma usate solo con il loro converter (perché le ho sempre abbinate all'inchiostro Pelikan Edelstein Sapphire). Per una volta, tuttavia, mi sono concesso di provare l'inchiostro della casa madre... ecco, perciò, una mia brevissima recensione del Pilot Namiki Black in cartucce proprietarie (le IC-50).
Ogni confezione (del costo di 3 euro) contiene 6 cartucce, ed ognuna ha circa una volta e mezza la quantità di inchiostro che solitamente troviamo nelle comunissime Pelikan 4001.


Nella mia prova di scrittura, effettuata usando una penna stilografica Pilot Prera "Ocean Blue" con pennno F ed un foglio A5 quadrettato della Pigna (su cui ho scritto l'incipit de I pilastri della Terra di Ken Follett), ho notato che l'inchiostro appare bello fluido e lubrificante (non a caso il pennino è molto scorrevole). Tuttavia, e mi dispiace dirlo, il nero non è propriamente un nero (scusate il gioco di parole) ma è, più che altro, un grigio intenso e profondo. In più, una volta asciugato (in appena 7 secondi), diventa anche leggermente opaco (perde la brillantezza iniziale) ed assume una tonalità decisamente "anonima". Ma se lo dovete usare in contesti ufficiali (compilazioni e firme di documenti ed assegni), sappiate che ha un'ottima resistenza all'acqua.


Termino qui la mia breve recensione dell'inchiostro Pilot Namiki nero in cartuccia IC-50 con il mio giudizio finale: un buon inchiostro nero da avere assolutamente... ma vista la sua scarsa brillantezza, preferisco continuare ad usare il Lamy Black. Però resta sempre in piedi il discorso che io prediligo quasi esclusivamente inchiostri blu zaffiro).


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