martedì 21 gennaio 2020

[Recensione] L'uomo della nebbia

L'uomo della nebbia
di: Stefano di Marino

Formato: copertina flessibile
Pagine: 351
Editore: Dbooks.it (1 aprile 2017)
ISBN-13: 978-8897125822
Data di acquisto: regalo di Natale 2018
Letto dal 4 al 18 gennaio 2020

----- Sinossi -----
Il male sa aspettare. Attende nascosto nel buio dei vicoli della ribollente New York degli anni '20, in mezzo alle masse di immigrati che hanno portato con sé storie, tradizioni e oscuri segreti. Cresce lentamente, ma inesorabilmente, tra le foreste silenziose che circondano l'Università di Arkhamhouse, dove un professore e i suoi allievi hanno messo in moto una catena di eventi che sta per riportare sulla terra divinità dimenticate. Alligna strisciante nell'animo di criminali dal cuore nero, in cerca di un potere sempre più grande, che si cullano nella folle illusione di poterlo controllare. I nemici del male, però, sono pronti ad agire. Hanno il volto grazioso e determinato di Abigail Russel, giovane agente dell'FBI tormentata da un passato con il quale è destinata presto a fare i conti. Hanno l'intelligenza e la disciplina di Shan-Ton, membro della Tong dei 108 Dragoni, al servizio della saggia e potente Madame Sin. E hanno la forza e la disperata determinazione di Fogman, l'ispettore 41, l'uomo senza volto, creduto morto e diventato leggenda. È lui, l'Uomo della Nebbia, l'ultimo baluardo contro gli Antichi Dei.

----- L'incipit del libro -----
New York, 192... un altro tempo, forse un altro luogo...
Alle prime ore del mattino il buio ancora lottava per conservare il campo. Stava come afferrato con gli artigli ai grandi boschi oscuri del New Jersey, rifiutando alla luce livida dell'alba il permesso di espandersi. Oltre il fiume, superato il ponte, la Città non dormiva mai, scintillante di luci come fiaccole accese da una processione di anime in pena.
Tra il giorno e la notte stava la nebbia, un manto impalpabile che s'infilava dappertutto, animato di una vita sua. Umida, triste, suggeriva un senso di struggimento e di timore al quale non si poteva sfuggire. Raschiava la gola e creava strani giochi che, complice il vento, davano forma a bizzarri e spaventosi pensieri.

----- La mia recensione -----
"Il Male non muore mai, si assopisce, ma troverà sempre qualcuno che lo riporterà in vita, rianimandone lo spirito con orge e sacrifici, invocando formule da antichi testi, versando sangue su pietre sacre scolpite con glifi maledetti".
Romanzo scritto davvero bene e trama spettacolare in cui ritroviamo tutti i nostri peggiori incubi. Sembra la sceneggiatura di un film... ed infatti, mentre leggevo, già mi immaginavo le scene sul "grande schermo". Finale molto serrato, ma la parte "pulp" (in stile "Indiana Jones e il tempio maledetto") lo rende leggermente meno "realistico" rispetto al resto del libro. Personaggi e location, comunque, molto ben caratterizzati.
- Voto: (4 su 5)

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