venerdì 3 aprile 2020

National Geographic Italia - aprile 2020

National Geographic Italia - aprile 2020
Numero speciale: 50º anniversario della Giornata della Terra

Vol. 45 - N. 4 (n. 267 della mia collezione)
Prezzo di copertina: 4,90 euro

In copertina (doppia): Nella parte sinistra, un'illustrazione ottimistica che raffigura un mondo in salute tra mezzo secolo; nella parte destra, se non prendiamo alcun provvedimento, il cambiamento climatico sarà devastante per l'Africa.

Editoriale (del direttore Marco Cattaneo): Earth Day 2070, la nostra salute e quella del pianeta. Scrivo queste righe poche ore dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato il lockdown, la chiusura di tutto il paese, a esclusione dei servizi essenziali, a causa della pandemia di Sars-CoV-2 che sta flagellando l'Italia, e non solo. Le prossime settimane saranno decisive per contenere l'impatto del virus, che sta mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario. Così l'argomento di questo numero, dedicato alla salute del pianeta nel 50º anniversario della Giornata della Terra, sembra passare in secondo piano. Ma è solo un'apparenza. In realtà, il trasferimento di un virus dagli animali all'uomo ha molto a che fare con la nostra impronta sul pianeta. Basterebbe aver letto Spillover, memorabile saggio di David Quammen sui cacciatori di virus. Oppure aver sentito parlare Ilaria Capua, virologa e direttrice del One Health Center of Excellence della University of Florida a Gainesville, della sua visione di un'unica dimensione della salute, che contempli l'uomo, gli animali domestici e selvatici, le piante e l'ambiente. Il perché è presto detto. Il coronavirus responsabile della pandemia in corso è stato originato da mutazioni di un virus dei pipistrelli che gli hanno permesso di trovare un nuovo ospite: noi. Ma ci è arrivato grazie a una combinazione di cause che comprendono a pieno titolo il nostro impatto sul pianeta, dalla deforestazione alla distruzione degli habitat, con l'alterazione di due terzi delle terre emerse, fino alla fragilità di una società ipertecnologica che si è però trovata impreparata ad affrontare una minaccia improvvisa, anche se per nulla imprevista. Perché già diversi anni fa, dopo la prima epidemia di Sars, alcuni ricercatori avevano avvisato che nei pipistrelli c'erano diversi coronavirus pronti a fare il salto di specie. Probabilmente quest'anno, il 22 aprile, non ci saranno manifestazioni oceaniche per invocare maggiore attenzione per l'ambiente. Si sta spegnendo persino l'eco sollevata da un movimento globale come Friday for Future. Ma non dobbiamo dimenticarcene, perché quando sarà finito questo incubo dovremo rimettere mano alla salute del pianeta. Non solo per la minaccia, altrettanto seria, del riscaldamento globale, ma anche per limitare il rischio che arrivino altre pandemie. Nel frattempo, buona fortuna a tutti noi.

ABBIAMO SALVATO IL MONDO
- Guida dell'ottimista: troveremo il modo. Nel 2070 la vita sarà diversa (e più calda), ma sapremo limitare le emissioni di CO2, ricongiungerci con la natura e vivere bene.
- Nuove sfide per tutti noi. Le terribili previsioni formulate negli anni '70 ci hanno spinto ad agire, migliorandoci la vita in tanti modi. Ora abbiamo nuovi problemi da affrontare.
- In viaggio verso il 2070. Attraverso gli USA su un'auto elettrica scopriamo le innovazioni che possono garantirci un futuro migliore.
- In lotta per il futuro. Di fronte agli effetti drammatici dei cambiamenti climatici i giovani passano all'azione. E pretendono più impegno dagli adulti.
- 50 anni di progresso. Nelle nazioni ricche le condizioni di aria, terra ed acqua sono migliorate: ora la sfida è estendere queste conquiste anche al resto del nostro pianeta.

ABBIAMO PERSO IL MONDO
- Guida del pessimista: condannati al disastro. L'incapacità di contrastare il cambiamento climatico sta devastando il pianeta. L'innovazione può salvarci, ma non sarà piacevole.
- Terre perdute. Quando i luoghi che amiamo cambiano per cause naturali o per mano dell'uomo, il danno emotivo può essere molto forte.
- Il mondo nel 2070. Come cambierà il clima nel nostro pianeta nei prossimi 50 anni?
- 50 anni di danni. Gli incendi che hanno devastato l'Australia sono solo uno dei segni della grave crisi in cui versa il nostro pianeta da mezzo secolo.

Nessun commento:

Posta un commento