domenica 5 aprile 2020

Recensione della penna stilografica Twsbi Go


La stilografica Twsbi Go è l'ultima nata in casa Twsbi; infatti, è stata introdotta sul mercato a fine estate 2018. E, senza fare tanti ed inutili giri di parole, lo dico subito: non mi è piaciuta più di tanto! Ma andiamo con ordine...


Partiamo dal prezzo: siamo intorno ai 25 euro. E da qui si capisce che, cercando di abbattere i costi, l'azienda di Taiwan ha preso il meglio delle sue stilografiche di punta (in particolar modo dalla Diamond 580) e lo ha convertito in plastica e resina trasparente... ecco, perciò, che nella Go gli unici componenti in metallo sono il pennino e la molla attorno al pistone (e di cui ci occuperemo tra poco). Comunque, nonostante tutta questa plastica la penna appare lo stesso molto robusta e massiccia nelle dimensioni.
La confezione di vendita è ridotta al minimo: troviamo solo un piccolo scatolino di cartone con, al suo interno, un altro scatolino di plastica che contiene soltanto la penna ed un piccolo foglietto illustrativo (su come caricare l'inchiostro).


La Twsbi Go è commercializzata in tre colorazioni semitrasparenti, in modo da avere l'interno completamente a vista: Smoke (grigio), Sapphire (blu zaffiro) e Clear (completamente trasparente). Ed io ho scelto proprio quest'ultima colorazione perché, in un modo ancora più enfatizzato rispetto alle altre due, permette di vedere tutto l'interno della penna (inchiostro, pistone e molla). Però, c'è da dire che con tutta questa trasparenza la penna assume quasi un aspetto "giocattoloso".
Diversamente dal solito, il pistone (che in tutti i modelli Twsbi è a vite) qui lo troviamo inserito in un meccanismo "a molla" (che Twsbi ha chiamato Spring Loaded Piston Filling): l'effetto è stupendo. Per riempire la penna di inchiostro, perciò, basterà immergerla nella boccetta/calamaio ed abbassare la molla... a questo punto, una volta tolto il dito dal piccolo bottoncino in alto, la molla farà alzare il pistone e, un po' come avviene nelle comuni siringhe, l'inchiostro verrà risucchiato all'interno della penna. Devo riconoscere che questa tecnica è molto efficace perché la quantità di inchiostro che si riesce a caricare è davvero notevole. Tuttavia, a causa dell'ampio diametro della Go (siamo a poco meno di 15 mm), si avranno non pochi problemi nell'usare quelle boccette che hanno un'apertura molto piccola (e penso subito alle boccette in plastica della Diamine).
Le altre misure della Twsbi Go sono: da chiusa misura 13,30 cm, che diventano 12,40 senza il cappuccio e 17,30 con il cappuccio calzano nella parte superiore. Il peso, senza inchiostro, si attesta sui 16 grammi.


Il cappuccio, anche lui mastodontico nelle dimensioni, non ha la clip per fissare la penna nei taschini delle giacche, ma solo un occhiello dove far passare un cordino o un anello portachiavi. All'interno del cappuccio, come in tante altre penne della Twsbi, troviamo l'ottimo contenitore in silicone per evitare che il pennino si secchi e, soprattutto, in caso di urti o cadute accidentali trattiene l'inchiostro che eventualmente fuoriesce dal pennino (evitandoci di sporcare mani, fogli ed abiti). Il cappuccio, infine, si chiude a scatto (si sente un buon "clic").


Il pennino, lo stesso degli altri modelli Twsbi, è in acciaio e scrive benissimo. Io, che di solito uso pennini F o EF, questa volta ho voluto provare quello Stub 1.1 e le sue prestazioni mi hanno positivamente impressionato.
Fin qui ho parlato molto bene della Twsbi Go, eppure, in apertura di recensione, ho detto che non mi ha entusiasmato. Ed ora chiarisco il motivo...
Tutto nasce dal design della penna e dalla sua impugnatura. La Twsbi Go, come detto prima, è esageratamente larga (ora capite perché non potrà entrare nei calamai con aperture piccole?) e, nelle lunghe sessioni di scrittura, tende a stancare la mano. La parte dell'impugnatura del pennino, ha un diametro di 10 mm, è tutta in resina morbida (silicone) e non è proprio un bel guardare: sembra il pezzo di un giocattolo!


Che altro dire? Per quello che costa potete anche comprarla e provarla... soprattutto se siete alle prime armi e, dopo le vostre prime penne con cartucce, finalmente volete provare l'ebrezza del pistone e della boccetta d'inchiostro.
Chiudo questa prova della Twsbi Go con la mia "prova su Strada": su carta Rhodia, ed usando l'inchiostro J. Herbin Bleu Nuit (di cui, nei prossimi giorni, pubblicherò la recensione), ho fatto alcuni schizzi ed ho scritto l'incipit de Il Dio del fiume di Wilbur Smith. Penna bocciata: scrive benissimo, per carità, ma è tutto quell'aspetto "da giocattolo" che non mi convince del tutto.


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