lunedì 31 agosto 2020

[Recensione] La First Lady è scomparsa

La First Lady è scomparsa
di: James Patterson e Brendan Dubois

Formato: copertina rigida
Pagine: 336
ISBN-13: 978-8830454712
Editore: Longanesi (28 maggio 2020)
Data di acquisto: 5 giugno 2020
Letto dal 26 al 30 ottobre 2020

----- Sinossi -----
Un segreto capace di far crollare una nazione. Uno scandalo che si trasforma in un incubo. Il presidente degli Stati Uniti, Harrison Tucker, è al centro di una tempesta mediatica. La sua relazione extraconiugale è stata svelata ed è diventata di pubblico dominio. Per non alimentare lo scandalo e non gettare al vento gli sforzi impiegati per la campagna di rielezione, Tucker ha bisogno di sua moglie e del suo appoggio. Ma Grace Tucker è stanca dei trucchi del marito. Dopo anni di compromessi, promesse non mantenute, inganni e tradimenti, Grace non vuole arrendersi e decide di fuggire dalla città e dai suoi agenti, di sparire dai radar. Di scappare. Sally Grissom è uno degli agenti segreti che vegliano sulla sicurezza del presidente. Quando viene convocata per una riunione riservata nello Studio Ovale, capisce subito che qualcosa è andato storto. È lei che, nel più totale silenzio, dovrà aprire le indagini per ritrovare Grace Tucker. È lei che dovrà capire quale segreto oscuro si cela in realtà dietro la sparizione. E dovrà farlo prima che per tutti sia troppo tardi...

----- L'incipit del libro -----
Ventun minuti prima dell'agguato, Harrison Tucker - ex senatore, ex governatore dell'Ohio, presidente degli Stati Uniti e capo del mondo libero, a un mese dalla certa rielezione trionfale per un secondo mandato - è sdraiato a pancia in giù sull'enorme letto matrimoniale di una camera d'albergo di Atlanta, i piedi verso la testiera e il mento sul cuscino, e sta guardando un documentario sulla serie House of Cards in compagnia dell'amore della sua vita.
In un angolo della stanza, piccola ma ben arredata, c'è un carrello delle vivande con i resti della colazione. Harrison sospira di piacere mentre Tammy Doyle, a cavalcioni sulla sua schiena, gli fa un lungo e metodico massaggio postcoitale.
«Guarda », dice lui osservando l'attore nel ruolo del presidente che guadagna il centro dell'inquadratura. «Gli sceneggiatori hanno dovuto rendere avvincenti la politica e il mondo degli affari, come in Tutti gli uomini del presidente o Madam Secretary, ma in realtà uno come Frank Underwood non diventerebbe mai presidente, e lo sai perché?»
Tammy abbassa la testa e gli fa le fusa all'orecchio. Fino a poche ore prima erano entrambi vestiti, lui stava tenendo un discorso a un evento di raccolta fondi e Tammy lo stava guardando da un tavolo in fondo alla sala costato diecimila dollari alla società di lobbying per cui lei lavora. Adesso invece sono entrambi nudi in una camera d'albergo che sa di sudore, caffè e sesso.

----- La mia recensione -----
"Denaro, prestigio, potere... tutte valide monete di scambio nel District of Columbia, ma ciò che conta davvero è avere accesso al presidente".
Forse perché ero rimasto piacevolmente sorpreso dal precedente Il presidente è scomparso, scitto a quattro mani con l'ex presidente Bill Clinton, ma questo nuovo lavoro di James Patterson (e Brendan Dubois) mi ha molto deluso...
Che dire...? Una trama piena zeppa di stramberie (e già dalla prima pagina), nessun colpo di scena (o meglio, quei pochi che ci sono sono talmente prevedibilissimi che io non li considero veri e propri colpi di scena), un colpevole facilissimo da individuare e personaggi piatti che più piatti di così non si può. Serve aggiungere altro?
- Voto: (2 su 5)

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