mercoledì 3 febbraio 2021

La lingua che visse due volte

La lingua che visse due volte. Fascino e avventure dell’ebraico
di: Anna Linda Callow

Formato: Kindle (744 KB)
Pagine: 156
Editore: Garzanti (11 aprile 2019)
ASIN: B07PYXCXYK
Data di acquisto: 12 ottobre 2019
Letto dal 18 al 27 gennaio 2020

----- Sinossi -----
Attraverso le sorprendenti peripezie di una lingua, un viaggio nella storia e nella letteratura di una cultura millenaria.
Nella Bibbia il Dio della Genesi crea la luce e ordina il cosmo parlando ebraico, e all'ebraico ricorre Adamo per dare un nome a tutti gli esseri viventi. L'ebraico è il più antico idioma al mondo a essere utilizzato in maniera pressoché identica da millenni, e attraverso liturgie e traduzioni è penetrato in molti lessici europei, italiano compreso: oggi è la lingua ufficiale di uno stato (Israele) e quella di una religione. Ma la sua vicenda è stata tutt'altro che lineare: per molti secoli è rimasto sostanzialmente una lingua morta, coltivata da rabbini e intellettuali ma soppiantata nei contesti profani dalle innumerevoli parlate della diaspora ebraica, dallo yiddish al ladino. Solo complesse circostanze storiche, identitarie e politiche l'hanno riportata in vita, facendone un organismo vivo e fecondo. Anna Linda Callow racconta questa avventurosa epopea con la conoscenza della studiosa e il gusto dell'esploratrice: ci inizia alla lettura di un alfabeto affascinante e misterioso, ci fa scoprire vicende epiche come quella di Eliezer Ben Yehuda, che compilò un monumentale dizionario e allevò il primo bambino ebraicofono dalla nascita dopo secoli, ci conduce per mano attraverso splendide pagine di letteratura, e ci fa viaggiare nel tempo e nello spazio immergendoci in una cultura in cui tutti noi affondiamo le radici.

----- L'incipit del libro -----
Il mio personale incontro con il mondo ebraico, cui non appartengo per radici familiari, e da cui discende la mia passione per questa lingua, risale a un tempo ormai remoto, quando da bambina mi innamorai perdutamente di Haim, un amico di mio padre, un quarantenne israeliano che aveva abbandonato la Terra promessa per lavorare in Italia.
Approfittando del suo divorzio, all'età di sei o sette anni gli chiesi di sposarmi. Com'era prevedibile la mia profferta fu respinta con affettuosa fermezza, costringendomi così, molti anni prima di avere l'occasione di leggere il Simposio platonico, ad avventurarmi sui faticosi gradini della scala amoris: la «scala dell'amore» che, secondo il grande filosofo ateniese, dalla contemplazione dei corpi belli porta alla speculazione intellettuale.

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"Lo studio di per sé non è un'affiliazione politica né religiosa, può essere spacciato per mero interesse culturale tra tanti, ma che cosa c'è di più intimo dell'esprimere silenziosamente il dialogo interiore in una lingua scelta e coltivata con passione?".
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- Voto: ⭐⭐⭐⭐ (4 u 5)

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