sabato 3 aprile 2021

[Recensione] Il senso di Smilla per la neve

Il senso di Smilla per la neve
di: Peter Høeg

Titolo originale: Frøken Smillas fornemmelse for sne
Formato: copertina rigida
Pagine: 456
Editore: Mondadori (prima edizione del 13 settembre 1994)
ISBN-13: 978-8804384380
Data di acquisto: regalo di Natale 2020
Letto dal 16 marzo al 3 aprile 2021

----- Sinossi -----
La forte, indomabile Smilla, cresciuta nelle glaciali solitudini della Groenlandia, è coinvolta in un'indagine che riguarda un incidente sulla neve accaduto a un bambino. Ma Smilla è sicura che non si tratti di una disgrazia. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, rimanendo ucciso. Ma Smilla ha visto le impronte lasciate dal bambino e la neve le dice che non si è trattato di un incidente...

----- L'incipit del libro -----
C'è un freddo straordinario, 18 gradi Celsius sotto zero, nevica, e nella lingua che non è più mia la neve è qanik, grossi cristalli quasi senza peso che cadono in grande quantità e coprono la terra con uno strato di bianco gelo polverizzato.
L'oscurità di dicembre sale dalla fossa che sembra illimitata come il cielo che ci sovrasta. In questa oscurità i nostri volti sono solo dischi di pallida luce, ma riesco ugualmente a percepire la disapprovazione del pastore e del becchino per le mie calze nere a rete e per i gemiti di Juliane, peggiorati dal fatto che stamattina ha preso l'Antabuse e ora affronta il dolore quasi sobria. Pensano che io e lei non abbiamo rispettato il tempo né la tragica situazione. La verità è che le calze e le pillole sono, ognuna a modo suo, un omaggio al freddo e a Esajas.

----- La mia (brevissima) recensione -----
"Non sono perfetta, mi piacciono più la neve e il ghiaccio che l'amore. Mi è più facile interessarmi alla matematica che amare il mio prossimo. Ma sono ancorata a qualcosa di saldo nell'esistenza. Lo si può chiamare senso dell'orientamento, intuizione femminile o quello che si vuole. Ho delle fondamenta e più in basso non posso cadere. Può anche essere che sia riuscita a organizzarmi la vita fin troppo bene. Ma sono sempre aggrappata - almeno con un dito alla volta - allo Spazio Assoluto".
In Il senso di Smilla per la neve piace ed affascina il senso della natura dei popoli del nord ma, nel complesso, non rimarrà tra i miei libri preferiti.
L'inizio è molto interessante ma il finale (tutto in chiave fantascientifico) non è proprio all'altezza. Un romanzo noioso, triste ed a fasi alterne; e con il ritmo lento, tipico dei thriller scandinavi. È ambientato tra la Danimarca, la Groenlandia e... tra i ghiacci, dalle mille sfumature di colore e di consistenza.
Protagonisti assoluti sono la neve (e tutti i modi ed i termini con cui la si indica), il ghiaccio, il freddo ed il paesaggio artico.
- Voto: (2 su 5)

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